Se il concorso straordinario diventerà una “sanatoria”, ricorreremo. Lettera

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Inviato da Maria Bianchi – Sono una docente precaria che sta terminando il terzo anno di servizio, e, come tanti, è in attesa delle procedure concorsuali per il ruolo.

In questi giorni, io e molti altri colleghi 180×3 stiamo assistendo allarmati ad una continua richiesta di un concorso per soli “titoli e servizio”, quale sostituto del concorso straordinario da parte di docenti con alle spalle svariati anni di precariato.

In questa sede, desidero esprimere la mia contrarietà a questa proposta.

Innanzitutto perché reputo giusto che lo Stato prima di dare una cattedra a tempo indeterminato ad un docente, lo valuti sulla competenza disciplinare inerente alla materia insegnata, adempimento che durante gli anni di precariato non è stato possibile espletare.

In secondo luogo, un eventuale concorso per “titoli e servizio” premierebbe solo chi ha appunto il maggior numero di anni di insegnamento, e non l’effettiva preparazione in materia, senza dimenticare che gli stessi docenti precari hanno a disposizione anche la procedura ordinaria.

È facilmente intuibile come una “sanatoria” per titoli e servizio infatti taglierebbe fuori, senza la possibilità di concorrere e dimostrare le proprie competenze, tutti i docenti che hanno poche annualità di servizio, premiando invece chi in 10 anni non ha mai superato una selezione, andando inoltre ad infrangere quanto stabilito dall’articolo 97 della Costituzione, ovverosia che per la stabilizzazione presso la Pubblica Amministrazione serve il concorso.

Allarmata dalle notizie pervenutemi riguardo l’annullamento della procedura concorsuale straordinaria, io ed altri colleghi abbiamo già contattato uno studio legale per individuare ed avviare gli opportuni ricorsi presso gli organi competenti.

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