“Se fallisce la scuola, fallisce il Paese. L’educazione leva dello sviluppo”

Di Lalla
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DiSAL – DiSAL ha concluso sabato 15 marzo il suo XXII Convegno Nazionale a Roma sul tema "La scuola efficace. Dirigere la valutazione per migliorarla". I tre giorni di incontri hanno permesso un ricco scambio di studi ed esperienze tra i relatori – i più qualificati esperti del settore – ed i numerosi dirigenti scolastici provenienti da tutte le regioni e portatori di concrete sperimentazioni all’interno delle nostre scuole.

DiSAL – DiSAL ha concluso sabato 15 marzo il suo XXII Convegno Nazionale a Roma sul tema "La scuola efficace. Dirigere la valutazione per migliorarla". I tre giorni di incontri hanno permesso un ricco scambio di studi ed esperienze tra i relatori – i più qualificati esperti del settore – ed i numerosi dirigenti scolastici provenienti da tutte le regioni e portatori di concrete sperimentazioni all’interno delle nostre scuole.

Tutto il lavoro dell’anno scolastico si sostanzia in valutazioni finali degli studenti, ma la scuola stessa e chi vi opera sembra ancora sottrarsi a questa sua regola: il nostro sistema non è, infatti, ancora riuscito a elaborare strumenti efficaci e generalizzati di valutazione delle propria efficacia formativa.

Lucrezia Stellacci, direttore dell’INVALSI, ha chieso urgente ed efficace collaborazione nella diffuzione di una cultura della valutazione nelle scuole.

Bernard Scholz, presidente della Compagnia delle opere, ha sottolineato il legame indissolubile tra l’azione del valutare e la finalità verso cui si orienta e si dirige il lavoro educativo a scuola, finalità che é fuori dalla scuola stessa, in quanto consiste in ciò che gli studenti riceveranno in formazione e cultura.

Piero Cipollone, direttore della Banca Mondiale, ha messo in evidenza la stretta correlazione tra l’apprendimento reale e la crescita economica del paese, riaffermando il valore dell’istruzione come leva centrale dello sviluppo di una nazione

Dal 2013 il DPR 80 disegna per la prima volta un Sistema nazionale di valutazione in cui si dovrebbero coniugano l’autovalutazione di istituto e la valutazione esterna degli apprendimenti, orientate entrambe al miglioramento delle scuole e successivamente alla rendicontazione verso il territorio e verso la porzione di società che ha interesse nei confronti dell’offerta formativa della singola scuola.

DiSAL ritiene decisivo individuare il percorso per realizzare quanto previsto dal DPR 80, facendo tesoro – come sottolineato da Anna Maria Ajello, nuovo Presidente INVALSI, – delle esperienze e di modelli sviluppati negli anni recenti in tante scuole per favorire la nascita di un vero sistema di valutazione per la scuola italiana.

Siamo oggi ad un bivio: la diffusione di una praticata cultura della valutazione, fondata sulle esperienze sviluppate nel campo o la prosecuzione del vecchio vizio della scuola italiana riassumibile nella metafora nella tela di Penelope: disfare oggi quel che si è costruito ieri. Ne deriva una grave responsabilità, perché – come affermato da Piero Cipollone – "se fallisce la scuola, fallisce il Paese!".

In tale direzione DiSAL, riproponendo quanto contenuto nel proprio "Manifesto per una nuova dirigenza scolastica", richiama alcuni elementi essenziali :

  • la necessità della valutazione degli operatori della scuola, dirigenti e docenti;
  • la creazione di un "middle managemet’" tra i docenti, tale da poter condividere con il dirigente scolastico la conduzione e la valutazione degli istituti scolastici;
  • il sostegno e la valorizzazione di esperienze in atto di valutazione nelle scuole.

DiSAL sostiene e condivide da anni l’impegno di tanti dirigenti scolastici che, contrastando il pericolo di fallimento, già oggi lavorano per il miglioramento dei propri istituti, quindi dell’intero sistema scolastico e del Paese.

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