Se abilitati TFA e PAS non fossero stati divisi forse questo concorso non ci sarebbe. Lettera

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Perchè gli insegnanti precari abilitati mediante Tfa e/o Pas devono sottoporsi al Concorsone voluto e sbandierato dai nostri politici come una sorte di panacea?

Perchè gli insegnanti precari abilitati mediante Tfa e/o Pas devono sottoporsi al Concorsone voluto e sbandierato dai nostri politici come una sorte di panacea?

Molti insegnanti si sono iscritti d'istinto, ormai abituati a "fare" tutto quello che viene pubblicizzato e, quindi, imposto.

Hanno speso 10 euro per l'iscrizione, un nulla rispetto al costo materiale (tralasciando il costo fisico e psicologico) dell'abilitazione, più o meno 2500 euro, che è servita con un cinismo tipico dei politici solo per rimpinguare le casse ormai vuote delle università italiane.

Molti giovani preferiscono non intraprendere la via dell'università sia per il livello calato a picco sia per le aspettative nulle del dopo laurea. I nostri politici, chiaramente non abilitati alla professione che esercitano (per loro il passaggio dal praticantato in un qualsiasi ufficio a un ministero di tutto prestigio è immediato…), operano in modo frettoloso e pressapochista.

Mi ricordano, stando in tema scolastico, i miei ragazzi quando segnano sul diario con una bella X i compiti eseguiti, se sono fatti bene o male poco importa! A questo punto gli insegnanti precari devono alzare la testa e capire che in questi anni di finto buonismo sono stati presi in giro.

Qualcuno dall'alto ha fomentato una sterile diatriba tra abilitati Tfa e Pas. Forse se queste due forze si fossero unite e non divise in tante lagnanze su chi fosse il migliore o su chi avesse più esperienza, questo concorso non avrebbe visto la luce e la storia avrebbe avuto un corso diverso.

La Buona Scuola ha immesso in ruolo persone con vecchie abilitazioni, persone che non avevano mai insegnato e che si sono riciclate in questa difficile professione. Con una creatività tipicamente italiana, forse per mancanza di post o di organizzazione. i  docenti abilitati all'insegnamento di una disciplina ne insegneranno un'altra…

Inspiegabilmente i nuovi abilitati Tfa e Pas, che hanno studiato e verificato (con esami in itinere e finali) quanto richiesto dai nuovi programmi, sono stati messi al palo e devono sottoporsi a questa ennesima roulette russa che non sceglierà i migliori o i peggiori, ma come sempre accade nei concorsi in Italia, i più immanicati. Nel mondo della scuola, purtroppo, ci si dimentica troppo spesso dei fruitori finali, cioè degli studenti, che hanno il diritto di avere accanto a sè docenti preparati ma, soprattutto che riescano a motivare le loro inclinazioni e passioni e che li aiutino a diventare cittadini, nel senso più ampio di questo termine.

Fa male che i sindacati, che negli anni passati si sono adoperati per migliorare il lavoro di insegnanti e studenti, non colgano tutte queste palesi contraddizioni e il loro silenzio diventa sempre più assordante.

Mancano poche ore all'ora X e mancano i commissari d'esame (saranno pagati 1 euro, no 2 euro all'ora, circa un quarto di quanto viene pagata una "qualsiasi serva guatemalteca", con tutto il rispetto dovuto a queste persone e al loro lavoro), mancano programmi precisi (saranno i soliti quiz nozionistici, proprio quello che non vogliamo dai nostri studenti?), mancano griglie di valutazione così la trasparenza diventa un optional.

Ultima ciliegina sulla torta sono le sedi dove si svolgeranno gli esami. Il buon senso direbbe città facilmente raggiungibili dai mezzi pubblici, invece piccoli centri o paesi fuori dalle rotte abituali.

Chi vincerà il concorso, si dice che per tre anni sarà assunto a tempo determinato e verrà pagati meno di un supplente…..

Se questa è la Buona Scuola l'unico commento possibile è un "ma mi faccia il piacere…." del vecchio Totò, ma lui era un comico….. Con osservanza

MGGalimberti 

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