Riforma scuole superiori: meno alunni per classe, formazione psicopedagogica per gli insegnanti, part time per i liberi professionisti, “Garante dello studente”. Lettera

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Il problema di fondo del segmento della “Filiera dell’istruzione” che si occupa degli studenti di 14-19 anni, è generato dal falso sillogismo che attribuisce maggior valore a un docente delle Superiori rispetto ad uno delle Medie (2:1), delle Elementari (4:1) e della Materna (8:1).

Per la pena del contrappasso, la medesima credenza sbagliata colloca al vertice del valore sociale e stipendiale il professore universitario, prima di quello della Secondaria di II grado. Quanto affermo si può dimostrare analizzando i titoli richiesti, fino a pochi anni or sono, per insegnare nei “gradi inferiori” della Scuola: diploma per Maestre d’Asilo e delle Elementari, laurea per alcune discipline delle Medie e per tutte le materie delle Superiori.

Si parlava di riforma delle Secondaria di II grado, passata indenne attraverso le innovazioni del 1979 per quella di I grado, del 1985 per la Primaria e del 1991 per la Scuola dell’Infanzia, da tre decenni. Il caso più curioso della “riforma-pasticcio” attuata dall’ultimo Governo Berlusconi, è stato quello del Liceo Musicale, nato per estirpare la Musica da Magistrali e Tecnico Femminile. L’impianto della cosiddetta “Riforma Gelmini”, per una volta, ha accolto le mie proposte a sua insaputa: ogni corso di Liceo Musicale vale almeno 4 Indirizzi Musicali della Scuola Media, cioè 16 cattedre contro 10 ore!

Le Superiori hanno urgente bisogno di una vera Riforma che dovrebbe poggiare su quattro pilastri: drastica diminuzione del numero di alunni per classe; formazione psicopedagogica obbligatoria per tutti i docenti in ruolo da più di dieci anni e da meno di trentacinque; vincolo del part-time per chi svolge la libera professione o impartisce lezioni private; istituzione della figura del “Garante dello studente” che ascolti le segnalazioni delle problematiche presenti nei diversi istituti e predisponga interventi immediati e concreti in sinergia con i Dirigenti scolastici, i Servizi sociali e la Magistratura.

Non vorrei essere frainteso: il “Garante dello studente” tutelerebbe quest’ultimo anche da comportamenti sbagliati da parte dei genitori. Relativamente alle aggressioni verbali e fisiche nei confronti dei docenti, urge un intervento normativo chiaro che ridefinisca il ruolo di “pubblici ufficiali” attribuito agli insegnanti delle Scuole di ogni ordine e grado.

Antonio Deiara

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