Scuole superiori: si torna alla didattica a distanza in diverse regioni e comuni. Il rischio aumento contagi Covid permane

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L’8 febbraio è il giorno del rientro a scuola per circa 240mila studenti siciliani delle superiori. Nel frattempo Abruzzo e l’Alto Adige tornano alle lezioni da remoto. Anief chiede sicurezza. Crisanti ribadisce l’aumento della circolazione del virus con le scuole aperte.

Se pure ad oggi non si abbiano pareri univoci e soprattutto dati che confermino o smentiscano la correlazione tra riapertura scuole e aumento dei contagi, le Regioni corrono ai ripari e chiudono le scuole. Nelle ultime ore l’Abruzzo, una delle prime a riaprire gli istituti secondari di secondo grado subito dopo le festività natalizie, ha emanato un’ordinanza con la quale si dispone il ritorno alla didattica a distanza al 100% per 14 giorni.

Stessa sorte per gli studenti delle superiori dell’Alto Adige. Anche qui si era ripartiti subito dopo l’Epifania, ma da domani si torna in Dad e sarà lockdown fino a fine febbraio. Le scuole medie e superiori torneranno alla didattica a distanza a partire da lunedì 8 febbraio, mentre da giovedì 11 febbraio sarà il turno delle scuole elementari. La settimana successiva gli istituti saranno chiusi per le vacanze di Carnevale, e al rientro (lunedì 22 febbraio) riprenderanno le lezioni in presenza per scuole elementari e scuole medie. Gli alunni delle scuole superiori, invece, dovranno seguire per un’ulteriore settimana le lezioni con la modalità della didattica a distanza.

Occhi puntati anche sulla Campania, una delle prime Regioni a chiudere le scuole per l’aumento dei contagi. A lanciare l’allarme è stato lo steso governatore Vincenzo De Luca: “In dieci giorni di apertura, dal 25 gennaio al 4 febbraio, i primi dati forniti dalle Asl sono preoccupanti: per la fascia d’età 0-5 anni, abbiamo registrato 573 nuovi casi positivi. Nella fascia 6-10 anni, 610 casi. Nella fascia 11-13, 351 positivi. Nella fascia 14-19 anni 739 casi positivi. Complessivamente, dunque, 2280 nuovi positivi nel mondo della scuola“. L’unità di crisi regionale si aggiornerà martedì per un esame ancora più mirato e aggiornato dei dati di contagio nelle scuole, e ha comunque preso atto del “trend in crescita in atto in tutte le fasce dell’età scolastica”. Non si esclude un’ordinanza nei prossimi giorni per il ritorno alla Dad.

In Umbria, passano a zona rossa tutta la provincia di Perugia e sei comuni del Ternano: saranno sospesi tutti i servizi socioeducativi per la prima infanzia – fino a 36 mesi di età – pubblici e privati e i servizi educativi delle scuole dell’infanzia, mentre le altre scuole svolgeranno esclusivamente le lezioni con modalità a distanza.

28 comuni in Molise dall’8 al 21 febbraio saranno in zona rossa: gli studenti dalla seconda media all’ultimo anno delle superiori tornano pertanto in Dad.

Nelle Marche preoccupa l’elevata contagiosità della varante inglese Covid. In una riunione urgente con i dirigenti dell’Asur, i sindaci di Tolentino, Giuseppe Pezzanesi, e Pollenza, Mauro Romoli, assieme all’Assessore Saltamartini, si è deciso di porre in didattica a distanza gli studenti degli istituti di Tolentino, Lucatelli, Filelfo e Martin Luther King. Vai alla notizia integrale

In Puglia si continua con la didattica a scelta: le famiglie possono richiedere la didattica digitale integrata e le scuole devono quindi garantire la stessa. La Uil Puglia annuncia un’azione forte contro la “non decisione” del presidente Michele Emiliano, mentre la Anp, che ha svolto recentemente un sondaggio, sottolinea il raddoppio delle presenze nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Anche in Calabria si può optare per la Dad o le lezioni in presenza, ma il presidente Spirlì ha annunciato che “bisognerebbe fermare la presenza nelle scuole per qualche settimana, perché sarebbe opportuno in modo da fare abbassare il numero dei contagi“. Si vedrà pertanto l’andamento della curva dei contagi senza escludere nuovi provvedimenti per le scuole.

In Sicilia dall’8 febbraio si torna in presenza dopo circa tre mesi di Dad. La Regione ha posticipato ancora di una settimana il rientro rispetto ad altre Regioni che sono ripartite lo scorso lunedì.

Anief: il rischio Covid permane

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “bisogna prestare la massima attenzione. L’ordinanza dell’altro ieri del presidente della Giunta regionale dell’Abruzzo, che ha reintrodotto da domani la didattica a distanza per il 100% per tutte le scuole medie superiori della regione, la dice lunga sullo stato di rischio Covid che permane. E il ritorno alla dad totale potrebbe presto riguardare altre Regioni, a partire dalla Campania. Noi restiamo dell’idea che occorra introdurre periodicamente la possibilità di effettuare in ogni scuola tamponi di tipo rapido: anche la scienza ci dice che è una procedura che proprio alle superiori porta a una diminuzione dei nuovi casi Covid19 del 50%. Realizzare lo screening in modo continuativo è la migliore prevenzione rispetto alla diffusione del contagio, certamente adottando le misure preventive stabilite in ogni istituto anche attraverso le Rspp ed Rsu, con la messa a disposizione di mascherine adeguate, possibilmente di tipo FFP2 con filtro, a partire dai docenti della scuola dell’infanzia e di sostegno. Per tutto il personale scolastico bisogna poi fare in fretta con la vaccinazioni, facendo attenzione a somministrare quelle adeguate perché i docenti e i lavoratori della scuola sono particolarmente esposti, a partire dagli oltre 300mila over 55“.

Ed è infatti partita una petizione diretta alla Presidenza del consiglio dei Ministri per fornire gratuitamente agli insegnanti della scuola dell’infanzia e agli insegnanti di sostegno le mascherine FFP2.

Crisanti: con scuole aperte aumentano i contagi

Per il direttore del Dipartimento di Microbiologia dell’Ospedale di Padova, Andrea Crisanti, è chiaro che “l’apertura delle scuole favorisce momenti di aggregazione, sovraffollamento di trasporti e quindi il virus si sposta con le nostre gambe. Più contatti ci sono più le probabilità di contagio aumentano”. A sostegno di questo, spiega Crisanti, bisogna vedere l’esperienza degli altri Paesi: “tutti i Paesi che hanno tenuto aperte le scuole, che sono l’Inghilterra, la Francia e la Germania, sono state colpite dalla seconda ondata covid-19 in maniera drammatica“.

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