Le scuole sospendono le funzioni strumentali, i coordinamenti delle classi, i corsi di recupero

Di Lalla
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red – Segnaliamo anche oggi i documenti delle scuole in agitazione per i provvedimenti che il Governo si appresta a varare, in particolare il DDL Stabilità e il DDL ex Aprea.

red – Segnaliamo anche oggi i documenti delle scuole in agitazione per i provvedimenti che il Governo si appresta a varare, in particolare il DDL Stabilità e il DDL ex Aprea.

Dichiarazione dei docenti del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano (FR)

I sottoscritti Docenti del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano, riunitisi in data 29.10.2012 presso i locali della scuola esprimono grave preoccupazione, indignazione e profondo dissenso nei confronti delle scelte
politiche del MIUR e più in generale del Governo, fortemente punitive verso la scuola pubblica statale, caratterizzate da tagli di risorse e personale, attuati in forme diverse e non sempre trasparenti, nonché da una
martellante svalutazione della professionalità e della libertà di insegnamento.

In particolare esprimono netta contrarietà ai seguenti provvedimenti all’ordine del giorno dell’agenda politica:

1. ddl 953 ex Aprea, il progetto di riforma degli organi collegiali che restringe gli spazi di democrazia, aprendo la strada all’autonomia statutaria di ogni singola scuola, la conseguente messa in discussione di un sistema nazionale pubblico dell’istruzione e la pericolosa accelerazione sul ruolo dei soggetti privati che avranno la possibilità di entrare a far parte degli organi collegiali e in ragione del loro finanziamento esterno influenzare pesantemente il Piano dell’Offerta Formativa.

2. il Decreto Stabilità che aumenta l’orario di lavoro settimanale da 18 a 24 ore, con 6 ore in più non retribuite in cambio della possibilità di usufruire di 15 giorni in più di ferie da maturare nel periodo estivo: in violazione al CCNL 2006/09 e l’articolo 36 della Costituzione Italiana, che recita: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro.”

Un provvedimento che avrà forti incidenze negative sulla didattica e l’apprendimento e che chiuderà, al pari del concorso a cattedre appena bandito dal Ministero, la porta all’insegnamento a circa 30.000 precari inseriti nelle graduatorie.

Inoltre, dopo la rottura del tavolo tra Miur e Organizzazioni Sindacali lo scorso 11 ottobre sul pagamento degli scatti di anzianità per gli anni 2011 e 2012, i Docenti del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano (FR) chiedono con forza al Ministero di stanziare subito tutte le risorse utili alla copertura totale degli scatti senza ulteriori decurtazioni dal bilancio della scuola pubblica, anche e soprattutto alla luce degli ultimi stanziamenti ad hoc per il comparto della scuola privata.

Inoltre, chiedono che vengano immediatamente resi noti i finanziamenti contrattualmente previsti per ogni istituzione scolastica (FIS, ecc.) destinati alle attività aggiuntive del personale.

I Docenti del Liceo, per salguardare la conoscenza quale bene comune e per restituire dignità al lavoro dopo anni di tagli e assenza di progetto educativo complessivo, a riguardo attueranno ogni forma di contrasto e resistenza a tali scelte politiche e provvedimenti, anche in collaborazione con le altre componenti (ATA, studenti, genitori) e con altre scuole del territorio.

A tal fine i sottoscritti Docenti del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano,

COMUNICANO

che a partire dal 1° Novembre 2012 sospenderanno a tempo indeterminato l’attuazione di qualsiasi attività aggiuntiva non obbligatoria, ad eccezione delle attività progettuali in cui già si sia concretizzato un impegno di spesa.

In particolare verranno sospese le seguenti attività aggiuntive:

o funzioni strumentali, collaboratori, membri di commissione;

o funzioni di coordinatore e segretario di classe;

o direttore di dipartimento;

o responsabili di laboratorio/palestre;

o sportelli didattici per il recupero;

o corsi di recupero;

o progetti, avviamento alla pratica sportiva;

o viaggi e visite d’istruzione.

Istituto d’Istruzione Superiore “R. Mattioli” di San Salvo (CH)

Oggetto: Dichiarazione di sospensione delle attività non obbligatorie

Il personale docente dell’Istituto d’Istruzione Superiore “R. Mattioli” di San Salvo (CH), riunitosi in Assemblea Sindacale indetta dalla RSU in data 30 ottobre 2012, esprime all’unanimità il proprio totale dissenso e la propria indignazione nei confronti dell’art. 3 del ddl di stabilità, che, modificando unilateralmente il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, ha previsto l’innalzamento da 18 a 24 ore settimanali dell’orario di lezione dei docenti delle scuole secondarie.

Il personale sottolinea che tale norma è inammissibile perché:

– lede in forma gravissima la dignità e la professionalità del proprio lavoro;

– non tiene conto del fatto che tutti gli insegnanti svolgono una mole impressionante di quello che si definisce “lavoro sommerso” precisamente quantificato da una ricerca commissionata, già nel 2005, dalla Giunta Provinciale dell’ Alto Adige all’Istituto di Ricerche Sociali di Bolzano “Apollis”, in circa 1643 ore annue, che corrispondono a 36 ore per 45 settimane;

– comporterà inevitabilmente un sensibile peggioramento delle già difficili condizioni in cui espleta le proprie funzioni poiché ogni docente sarà impegnato in classe per l’intera mattinata senza possibilità di avere il tempo “indispensabile” per la programmazione, l’organizzazione e la verifica del proprio lavoro;

– taglierà almeno 30.000 posti di lavoro in un momento di pesantissima crisi economica e occupazionale;

– continua nella politica di riduzione delle risorse umane e finanziarie, che ha causato il ridimensionamento delle strutture (laboratori, gabinetti scientifici, etc…) e del loro funzionamento impoverendo l’offerta didattica in netto contrasto con quanto previsto dalla riforma;

– è stata accompagnata da parte del Ministro e dei suoi più stretti collaboratori da dichiarazioni indegnamente offensive del personale docente e da comparazioni inesatte con la situazione internazionale.

Pertanto tutto il personale docente sottoscritto:

ritira – con effetto immediato – la propria disponibilità a svolgere qualsiasi incarico e/o funzione all’interno dell’Istituto che non sia strettamente previsto quale obbligo dal vigente CCNL;

chiede con forza l’apertura delle trattative per il rinnovo contrattuale con un adeguamento stipendiale allineato alla media europea.

Tutto il personale sottoscritto dichiara inoltre che d’ora in poi – e finché non sarà definitivamente cancellato l’art. 3 del ddl di stabilità – si atterrà esclusivamente allo svolgimento delle attività obbligatorie previste dal CCNL, con conseguente blocco di tutte le attività aggiuntive, ed è pronto a mettere in atto tutte le eventuali ulteriori forme di protesta che saranno stabilite nei prossimi giorni.

Documento approvato dal Collegio dei docenti dell’ITCL Lucio Lombardo Radice di Roma

Gli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto il mondo della scuola, come ad esempio la proposta di incremento di orario a parità di salario inserita nella Legge di stabilità e la possibile trasformazione in legge del Ddl 953 di riforma degli organi collegiali della scuola, il passaggio forzoso dei docenti non idonei fisicamente nei ruoli ATA, la conseguente perdita dei posti dei lavoro per i precari, il blocco del contratto, le modalità incredibili di preselezione per il concorso, indicano che è necessaria un’attenzione forte da parte dei docenti. Anche la storia degli ultimi anni, se non decenni, dimostra che è in atto una lenta ma progressiva deriva culturale, che sta trasformando il senso attribuito al ruolo della scuola pubblica ed al valore della funzione svolta dai docenti di ogni ordine e grado; una scuola sempre più svalutata nel comune sentire della gente e deprivata di risorse. Tutti ricordiamo, ad esempio, la legge 133 del 2008 con cui, nel solo triennio 2009-2011, sono stati fatti tagli per circa 8 miliardi di euro (87 mila insegnanti e 44 mila personale ATA in meno rispetto al 2008).

I docenti italiani lavorano già ora più della media in Europa e sono tra i meno pagati. Invece di ridurre l’orario frontale delle lezioni per ottenere migliori risultati e riconoscere sul piano retributivo il lavoro sommerso già svolto, si cerca di racimolare risorse finanziarie tagliando ancora una volta gli investimenti nella scuola pubblica. Questo nonostante la percentuale della spesa pubblica italiana destinata all’istruzione sia molto inferiore alla media OCSE.

Fino a quando anche un solo euro sarà destinato alle scuole private (223 milioni), è fin troppo facile sapere dove trovare le risorse finanziarie che si cerca di recuperare tagliando il bilancio della scuola pubblica. Ma il punto non è soltanto questo. Alla retorica dei sacrifici per tutti, che riporta alla memoria le carestie medioevali, dobbiamo contrapporre con forza elementi di comprensione dei meccanismi vitali di una società moderna. Esiste evidentemente un problema di scarsa comprensione delle forze che stanno alla base di una società che ha superato la fase protoindustriale. Alla banalità della proposta di incremento quantitativo del lavoro svolto nelle classi, dobbiamo contrapporre una riflessione sulle risorse necessarie per una società che vuole crescere e andare avanti, ricordando che la cultura e la qualità della formazione rappresentano le condizioni fondamentali di ogni nuovo inizio, per un pieno sviluppo delle potenzialità del nostro paese. Senza investimenti nella scuola, senza assumere la qualità della formazione come cardine del futuro delle nuove generazioni, non potrà esserci che ulteriore crisi e degrado.

Una parte dei nostri studenti e dei genitori, così come parte della classe politica, ha forse perso il senso dell’enorme lavoro sommerso svolto dai docenti tendendo, purtroppo, a sottovalutare la preziosa occasione che la scuola pubblica offre all’intero paese. La nostra responsabilità di docenti richiede di far fronte ad un tale deficit culturale attraverso un maggiore impegno nella formazione del senso civico degli studenti e delle famiglie. Siamo consapevoli che il diritto allo studio non deve essere ritenuto acquisito una volta per tutte e quindi come ogni diritto civile e sociale deve essere adeguatamene compreso e difeso. Non si tratta quindi di chiudersi corporativamente a difesa del proprio “particulare”, ma di aprire la strada al paese per una diversa e più profonda comprensione delle conseguenze inevitabili che seguono ad un ridimensionamento dello stato sociale, giustificato maldestramente con uno stravolgimento della descrizione e ricostruzione della genesi dell’attuale crisi finanziaria ed economica – che non è partita dalla crescita dello stato sociale – ristabilendo la memoria storica dei processi di liberalizzazione e dei movimenti speculativi del capitale finanziario che hanno riguardato tutti i paesi più avanzati.

Come sappiamo bene, la motivazione è un elemento fondamentale per il successo formativo, parte del nostro impegno deve essere quindi rivolto a migliorare il livello di consapevolezza degli studenti e dei genitori, sul valore del percorso formativo nella scuola pubblica, nelle diverse forme che assume l’attività didattica. I Collegi dei docenti, proprio per il loro ruolo istituzionale, devono assumersi l’onere di promuovere e far crescere una lunga fase di riflessione culturale sulla funzione della scuola e sull’importanza delle risorse ad essa destinate. Avendo competenza sulla didattica, i Collegi dei docenti possono suggerire le occasioni e gli strumenti per sviluppare le conoscenze adeguate a sostegno di questa riflessione.

A partire da queste motivazioni, il Collegio dei docenti dell’ITCL Lucio Lombardo Radice di Roma decide di promuovere dei momenti di approfondimento sul diritto allo studio, che coinvolgeranno tutte le classi dell’istituto, in forme adeguate alla tipologia ed al livello di studio raggiunto da ciascuna classe, da ripetersi regolarmente nei prossimi anni. Senza questo riconoscimento non può esserci una didattica adeguata, perché il valore di ciò che non si ri-conosce finisce inevitabilmente per essere svalutato. Poiché il percorso che si prospetta sarà inevitabilmente lungo, il Collegio invita i docenti ad attivare tutte le iniziative di sostegno che riterranno utili per favorire questa riflessione culturale nel corso dei prossimi mesi.

Il Collegio è consapevole che un tale intervento culturale sulla didattica è estremamente decisivo per la formazione degli studenti, così come lo sono l’educazione all’onestà civile e intellettuale, al senso di partecipazione democratica, alla guida verso lo sviluppo delle capacità di innovazione e sperimentazione da parte delle nuove generazioni, mantenendo saldo il senso delle conquiste storiche conseguite con lo sviluppo dello stato sociale.

Mozione del Collegio dei docenti dell’ I.T.I.S. “E. Fermi” di Siracusa contro il Decreto Stabilità e il DDL 953 ex Aprea (progetto di riforma degli organi collegiali).

Il Collegio dei docenti dell’I.T.I.S. “E. Fermi” di Siracusa esprime profondo dissenso nei confronti delle scelte politiche del Ministro Profumo e del Governo Monti fortemente punitive verso la scuola pubblica, caratterizzate da tagli di risorse e personale, nonché da una offensiva svalutazione della professionalità dei docenti e della libertà di insegnamento.

Il Collegio dei docenti dell’I.T.I.S. “E. Fermi” di Siracusa esprime netta contrarietà ai seguenti provvedimenti:

  • Al DDL 953 ex-Aprea (il progetto di riforma degli organi collegiali), che restringe gli spazi di democrazia all’interno delle scuole, introduce l’autonomia statutaria di ogni singola scuola mettendo in discussione il principio dell’unitarietà del sistema nazionale dell’istruzione, apre gli Organi Collegiali alla presenza di soggetti privati che in ragione del loro finanziamento potranno influenzare pesantemente il Piano dell’Offerta Formativa e la stessa libertà di insegnamento.
  • Al Decreto Stabilità, che aumenta l’orario di lezione frontale settimanale da 18 a 24 senza riconoscimento economico, con un atto di arbitrio autoritario che non ha precedenti nella storia della Repubblica e dimostra la poca considerazione dell’art. 36 della Costituzione, che recita “il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità del suo lavoro”. E’ un provvedimento che renderà fisicamente insostenibile l’insegnamento, danneggiando in primo luogo gli studenti per l’incidenza inevitabilmente negativa sulla didattica (ogni insegnante passerà da circa 80 a circa 120 studenti), e che priverà del lavoro decine di migliaia di colleghi precari.

Giudica un insulto alla professionalità dei docenti questa becera contabilità oraria che trascura di considerare tutto il lavoro a monte (lo studio e la preparazione delle lezioni e degli elaborati, l’individuazione di strategie per adattare la didattica alla pluralità degli apprendimenti) e a valle (la correzione degli elaborati, la valutazione) della mera ora di lezione frontale. La professione docente è apicale per impegno e fatica per quanto riguarda la prestazione frontale, ed è intellettuale per i suoi contenuti e le sue implicazioni: pensare di considerare come ore lavorative solo quelle passate in classe appartiene al livello di discussione delle chiacchiere al bar.
Inoltre, il collegio dei docenti dell’I.T.I.S. “E. Fermi” di Siracusa, nell’affermare la propria indignazione di fronte ai nuovi stanziamenti per la scuola privata, ribadisce la centralità della scuola pubblica e chiede al Ministero e al Governo di stanziare subito tutte le risorse utili per la copertura totale degli scatti retributivi e per il rinnovo contrattuale.

Per contrastare questi provvedimenti, per restituire dignità all’insegnamento dopo anni di tagli e assenza di progetto educativo, per ribadire il ruolo della scuola pubblica come strumento dell’interesse generale, il Collegio dei docenti dell’ I.T.I.S. “E. Fermi” di Siracusa da questo momento si dispone in stato di agitazione e di protesta, sospendendo fino al ritiro dell’art. 3 comma 42 del disegno di legge decreto sviluppo, le seguenti attività:

1. Attività funzioni strumentali
2. Attività funzione di coordinatore di classe e segretario
3. Referenti di dipartimento
4. Sportelli didattici per il recupero
5. Corsi di recupero
6. Ore eccedenti per la sostituzione
7. Certificazioni
8. Stage e scambi culturali
9. Progetti extracurriculari
10. Viaggi e visite di istruzione
11. Ricevimento genitori

Adottata con delibera il 30 Ottobre 2012

I docenti incrociano le braccia fino a quando non sarà ritirato l’art. 3 del DDL Stabilità

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