Scuole senza supplenti, al via con orari ridotti. Genitori infuriati: “Problema cronico e storico, che va a discapito della continuità didattica”

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Anno scolastico nuovo, problemi vecchi. A Roma difficoltà per l’apertura delle scuole. Si ritorna in classe con orari provvisori. Le famiglie non sono contente.

“Come ogni anno gli studenti e le studentesse perderanno ore preziose di lezione”, dicono. Senza contare che per i più piccoli sarà necessario anche trovare una sistemazione per il pomeriggio: chi è fortunato può contare sui nonni o sui genitori di qualche amichetto. Altrimenti l’unica soluzione è pagare una baby-sitter.

L’istituto comprensivo Giovan Battista Valente, segnala La Repubblica, è tra quelli che prevedono una riapertura con orario ridotto. “È l’unico modo per garantire la copertura delle classi”, spiega la dirigente, Rosamaria Lauricella. “Cercherò di fare il possibile affinché questo periodo sia breve, per non ledere il diritto allo studio”.

Flavio Di Silvestre, dirigente dell’Ic Paolo Stefanelli, è più pessimista: “L’orario ridotto potrebbe rimanere in vigore per tutto il mese di settembre”. 

La maggior parte dei problemi, comunque, si registrano per il sostegno. Secondo fonti dell’Ufficio scolastico regionale, “ci saranno 9 mila supplenti su posti in deroga, per i quali, per legge, non è possibile assumere, perché non hanno carattere di stabilità in quella specifica scuola”. Si tratta, cioè, di posti di sostegno non autorizzati dal ministero, ma comunque necessari per coprire la platea di utenti con disabilità.

A risentirne sono gli alunni e le alunne: “Quello degli orari ridotti è un problema cronico e storico, che va a discapito della continuità didattica, fondamentale specialmente dopo questi anni di pandemia e lezioni a singhiozzo”, spiegano dalla Rete degli studenti medi.

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