Scuole senza presidi: nuovo concorso necessario. Ecco in quali regioni

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di Patrizia Del Pidio – A settembre centinaia di scuole di diverse regioni italiane si troveranno senza presidi. Le regioni italiane le cui scuole sembrano essere in grave crisi a causa della mancanza dei presidi sono la Toscana, il Piemonte e la Lombardia dove l’assenza dei dirigenti scolastici è davvero massiccia.

di Patrizia Del Pidio – A settembre centinaia di scuole di diverse regioni italiane si troveranno senza presidi. Le regioni italiane le cui scuole sembrano essere in grave crisi a causa della mancanza dei presidi sono la Toscana, il Piemonte e la Lombardia dove l’assenza dei dirigenti scolastici è davvero massiccia.

Scuole senza presidi in Toscana

La situazione in Toscana appare critica al punto che la riapertura per settembre potrebbe rischiare di avvenire nel caos più totale. Su 491 istituzioni scolastiche in 104 mancano i dirigenti scolastici, in 50 non ci sono Dsga (il segretario amministrativo), sono vacanti 970 posti di insegnante di sostegno e 1736 cattedre di docente comune sono vacanti.  Il segretario generale di Flc Cgil Toscana Alessandro Rapezzi e la segretaria di Flc Cgil Toscana Gabriella Bresci hanno commentato la situazione in una conferenza stampa  “Mentre c’è chi pensa di riformare la scuola, con ipotesi fantasiose di aperture estive e raddoppi di orario, la scuola dovrebbe essere messa in condizione di funzionare normalmente, già con le risorse e gli strumenti che ci sono. Ad un mese dall’inizio dell’anno scolastico esistono molteplici criticità del sistema, che minano, oramai da anni, il sereno avvio delle lezioni”.

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Scuole senza presidi Piemonte




L’assenza di dirigenti scolastici in Piemonte dovrebbe essere di 94 unità che arriverebbero a 115 se il ministero dell’Economia non dovesse sbloccare l’assunzione dei 21 presidi ancora presenti nella graduatoria. Se i 25 capi d’istituto che avevano maturato i requisiti per il pensionamento avessero visto il proprio incarico rinnovato dal Parlamento la situazione sarebbe stata sicuramente meno pesante, ma dopo il via libera al decreto per la PA la deroga per i presidi piemontesi non è stata approvata.  Gli istituti che resteranno senza preside, quindi, saranno dati in reggenza a dirigenti di altre scuole rendendo la situazione comunque complicata. Una volta assegnata la reggenza il dirigente cui è assegnata non può rifiutarla nonostante sia un impegno notevole e nell’ultimo anno neanche retribuito a causa del blocco della contrattazione regionale. Il problema principale resta, come sempre, il diritto allo studio dei giovani che si troveranno, magari, con un preside che potrà dedicare alla scuola in reggenza un massimo di due giorni a settimana

Da settembre altri 100 presidi in meno

Per effetto del Decreto Madia, questanno stesso potrebbero essere pensionati altri Dirigenti, coloro che hanno superato la soglia dei 62 anni. Nel Decreto stesso era sato proposto un emendamento, detto salva-scuole, per coprire i posti (forse un centinaio) lasciati liberi in quelle regioni con le graduatorie esaurite. L’emendamento prevedeva l’esonero di docenti con compiti di dirigenti. Ma avrebbe portato ad un aumento di spesa e quindi bocciato.

Nuovo concorso per dirigenti, è necessario 

Si fa sempre più prepotente la necessità, dunque, di un nuovo concorso per dirigenti scolastici soprattutto per quelle regioni per le quali la graduatoria si è esaurita. Le procedure potrebbero essere avviate già entro dicembre di quest’anno, dato che è prevista per legge nell’ex Decreto 58, detto salva-dirigenti.

Nuovo concorso a Dirigente scolastico entro il 31 dicembre 2014, l’emendamento

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