Scuole senza precari a settembre. Lettera

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Inviato da Francesca Righini – Scrivo per porre l’attenzione su un fatto molto importante.

Sono una docente precaria e mi sento di rappresentare, con molta umiltà, buona parte della categoria.

Ora, il problema del precariato scolastico è sempre esistito e non voglio discutere i metodi di reclutamento barbari, che ti buttano in classe dall’oggi al domaniperché servi, e poi, dopo anni, si chiedono se veramente tu sia in grado di fare questo lavoro.

Vorrei invece porre luce su una questione che sfugge ai più. Le scuole inizieranno, non si sa come, ma senza docenti precari, dunque senza organico tale da poter garantire il regolare svolgimento delle lezioni.

Dopo aver versato lacrime in una sera di marzo e aver detto “Mi dispiace, per quest’anno le graduatorie per le supplenze non aggiorneranno, causa emergenza covid-19”, la Ministra Azzolina è tornata sui suoi passi e ha firmato un’ordinanza, buttata fuori qualche notte fa in cui si annuncia un aggiornamento delle graduatorie per le supplenze.

Il bando per l’aggiornamento non è ancora pronto, ma l’aggiornamento sarà telematico e la graduatoria sarà provinciale. In tanti anni di esperienza, e i miei colleghi confermeranno, posso dire che le graduatorie, normalmente aggiornate a giugno, non sono mai state pubblicate prima della metà di settembre, e in alcuni casi anche a fine mese. Considerando il fatto che tutte le domande finiranno agli Uffici provinciali, che dovranno vagliare un numero infinito di carte, mi chiedo come possano essere pronte a inizio scuola, dati i tempi stretti. Al programma In Onda su La7 la Ministra ha detto che a fine agosto nominerà i precari, ancora. Ma come è possibile che non conosca l’iter e la lunghezza delle pratiche burocratiche?

Lo scenario che si apre a settembre potrebbe essere il seguente: nomineranno supplenti da vecchie graduatorie e in corso d’anno, quando le nuove GPS saranno pronte, ci sarà un grosso cambio di docenti in cattedra. È normale questo? Dopo la DAD? Non viene garantita la continuità. Oppure, alla peggio, non nominano nessuno finché le nuove GPS non saranno pronte, ma questo significherebbe non poter aprire le scuole. È una situazione terrificante che non ha eguali in nessun altro paese civile d’Europa.

Aggiungo, e qui chiudo, che le nuove graduatorie provinciali stravolgono i punteggi per non creare disparità con i nuovi aspiranti e, fatto gravissimo, si prevede che il punteggio per chi ha un anno di servizio in classe sia lo stesso di chi ha svolto un anno di ricerca all’università. Le competenze e le responsabilità del docente sono le stesse di un ricercatore? Insegnare all’università è lo stesso che insegnare nella scuola primaria o secondaria? Docenti come me che insegnano da anni nella scuola si vedono passare avanti ricercatori o ex dottorandi, che hanno lavorato in ambito completamente diverso.

Raccolgo nelle mie parole la disperazione dei colleghi che da anni insegnano e che di vedono passare avanti da chi in classe non c’é mai stato. Il Ministero gioca continuamente e consapevolmente sulle nostre vite professionali e personali. A rimetterci é la scuola e i ragazzi. Come sempre. 

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