Scuole professionali, UGL: necessaria intesa con territori

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“Il diritto allo studio va considerato una condizione essenziale per tutti i cittadini, in ogni parte d’Italia, particolarmente nelle aree a rischio: occorre istituire e potenziare la scuola a tempo pieno”.

Lo dichiara Ornella Cuzzupi, dell’Ugl scuola, durante un’audizione in commissione Istruzione al Senato sui dlgs Buona scuola.

“Bisogna dare – continua – la possibilità agli alunni di fruire, oltre che delle attività didattiche curricolari, anche di attività opzionali, ricreativo-ludiche, debitamente organizzate dalle istituzioni scolastiche sulla base delle reali esigenze territoriali. Le scuole aperte devono rappresentare un valido strumento di aggregazione sociale e culturale: agli alunni andrebbero erogati i servizi essenziali in tutta la fascia dell’obbligo (mensa, libri di testo, strumenti didattici, trasporti), il che è anche un valido supporto per le famiglie svantaggiate”.

“Abbiamo sempre sostenuto che l’istruzione professionale statale, come del resto quella tecnica, dev’essere frutto di una stretta intesa fra Stato e regioni: in mancanza di questo accordo si avrebbero risultati non rispondenti alle richieste del mercato del lavoro”.

“Al termine dei primi tre anni – prosegue – lo studente di un istituto professionale dovrebbe optare tra conseguire un attestato di qualifica al lavoro o un diploma di maturità: in entrambi i casi, i tirocini formativi devono essere svolti in accordo con le realtà produttive del territorio, anche su base regionale”.

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