Scuole paritarie, interrogazione M5S. Quanti sono i docenti abilitati che vi insegnano?

di Lalla
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red – Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella presentano al Ministro una interrogazione parlamentare su divario dotazioni tecnologiche nelle scuole non statali e assunzioni docenti sprovvisti di abilitazione e con contratti che sviliscono il ruolo professionale dei docenti.

red – Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella presentano al Ministro una interrogazione parlamentare su divario dotazioni tecnologiche nelle scuole non statali e assunzioni docenti sprovvisti di abilitazione e con contratti che sviliscono il ruolo professionale dei docenti.

 

L’interrogazione

Per sapere, premesso che

Gli istituti paritari sono all’incirca 13.500 suddivisi fra i vari ordini e gradi. E’ noto che tali istituti – che godono della parità riconosciuta con legge n. 62 del 2000 – beneficiano di finanziamenti o contributi da parte dello Stato a patto che dimostrino o mantengano determinati requisiti fra i quali l’applicazione, per i docenti che vi insegnano, di un contratto collettivo nazionale di lavoro del settore e la sussistenza in capo ai docenti del titolo di abilitazione all’insegnamento.

Gli istituti paritari o non statali rilasciano diplomi giuridicamente equiparati a quelli rilasciati dalla scuola statali purchè siano coerenti con la domanda formativa delle famiglie e siano caratterizzati da requisiti di qualità ed efficacia.

Tuttavia come è emerso nel recente passato e da alcune inchieste, alcuni istituti privati e paritari sono risultati veri e proprie "fabbriche di diplomi", dove sembra sufficiente pagare alcune migliaia di euro per ottenere un titolo di studio.

Da una ricerca dell’Istat "Misura dell’occupazione non regolare" nel 2008 i dipendenti irregolari nel settore privato dell’istruzione erano 17.200 mentre nel 2009 si è passati a 19.000 (+ 10,5% in un anno). Inoltre una ricerca del Ministero dell’Istruzione sulle dotazioni tecnologiche ha fatto emergere un sensibile "ritardo" delle scuole private e paritarie nella dotazione di laboratori tecnologici e multimediali rispetto alla dotazione delle scuole statali.

Nello studio "Education at a glance 2011" dell’OCSE si rileva che, nonostante alcune realtà di eccellenza, in Italia le performance tra studenti quindicenni frequentanti scuole private e scuole pubbliche è nettamente a favore dei secondi. Sempre secondo l’OCSE il clima disciplinare nelle scuole private è peggiore di quelle pubbliche (dati 2009).

Da un’indagine dell’Ufficio Scolastico regionale della Lombardia è emerso che nelle 2.941 scuole paritarie lombarde 3.864 insegnanti su 21.526 risultano privi dell’abilitazione necessaria ad insegnare. Infine il personale docente è spesso assunto con forme contrattuali atipiche cioè contratti a progetto ovvero a programma.

In tali realtà si è utilizzato un gran numero di docenti precari che pur di accumulare il punteggio necessario a mantenere una migliore posizione nelle graduatorie della scuola statale, accettano il compromesso di insegnare presso tali istituti privati con compensi irrisori, svilendo del tutto il proprio ruolo di insegnante.

E’ evidente come tale situazione rappresenti una grave lesione per i diritti degli insegnanti e al tempo stesso la negazione del principio costituzionale che riconosce il diritto allo studio di ogni cittadino, garantendo l’accesso a strutture idonee e di eccellenza per la propria formazione e istruzione.

Si chiede di conoscere

se il Ministro conosce i dati del numero degli insegnanti impiegati nelle scuole paritarie o private provvisti di idonea abilitazione all’insegnamento prevista dalla legge;

quali misure, provvedimenti o verifiche il Ministro interrogato intenda intraprendere per intensificare i controlli in ordine all’applicazione dei contratti di assunzione degli insegnanti nelle scuole paritarie e private e per evitare abusi relativamente all’impiego di docenti con retribuzioni risibili o sprovvisti di idonea abilitazione all’insegnamento.

quali misure intenda adottare in tema di vigilanza sulle istituzioni scolastiche paritarie utili ad accertare il permanere delle condizioni richieste dalla legge per il riconoscimento della parità scolastica.

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