Scuole paritarie in difficoltà: chiesta maggiore defiscalizzazione e fondi stabili

di Giulia Boffa
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GB – Il presidente Cdo Opere Educative, Marco Masi, è stato intervistato da Tempi.it sulla richiesta delle paritarie riguardo alla tassazione sui rifiuti ed altre possibilità di detassazione.

GB – Il presidente Cdo Opere Educative, Marco Masi, è stato intervistato da Tempi.it sulla richiesta delle paritarie riguardo alla tassazione sui rifiuti ed altre possibilità di detassazione.

La Tari, la nuova tassa sui rifiuti che sostituirà la Tares a partire da quest’anno, penalizzerà le scuole paritarie rispetto a quelle statali; la deroga, in vigore da alcuni anni,  prevede che le istituzioni scolastiche paghino la tassa sui rifiuti in relazione al numero degli alunni accolti e non in base ai metri quadrati dei locali occupati; ciò permette di risparmiare fino al 50 per cento del costo della tassa, ma se il governo non dovesse intervenire, varrà solamente per le scuole statali e non per quelle paritarie (eccezion fatta per le paritarie comunali).

Le scuole paritarie chiedono anche che il fondo a loro destinato, che per l’anno 2013 e 2014 è di 500 milioni di euro,  venga deciso non più su base annua, ma su base triennale. Questo permetterebbe alle scuole di pianificare per tempo le loro attività; inoltre chiedono di velocizzare le procedure, in modo che i soldi siano disponibili in tempi più veloci, perché le scuole ad oggi hanno ricevuto solo il 50% delle risorse relative allo scorso anno scolastico.

Altre richiesta è quella di introdurre la detraibilità dalle imposte per le spese sostenute per le rette scolastiche da parte delle famiglie che mandano i figli nelle scuole paritarie lungo tutto il ciclo formativo, per esempio detraendo il 19 per cento delle spese sostenute per l’effettiva frequenza scolastica fino a un tetto massimo di almeno 2 mila euro l’anno.

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