Scuole paritarie cattoliche. Contratto Agidae: al vaglio decurtazione salario del 18% per i neoassunti

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Gli oltre 45.000 lavoratori delle scuole paritarie cattoliche Agidae dovranno pazientare ancora prima di vedere rinnovato il loro contratto di lavoro collettivo.

Gli oltre 45.000 lavoratori delle scuole paritarie cattoliche Agidae dovranno pazientare ancora prima di vedere rinnovato il loro contratto di lavoro collettivo.

E’ vero che il 1° settembre le parti coinvolte nella contrattazione (rappresentanti Agidae, Sinasca, Uil, Cisl, Cgil e Snals) hanno firmato una dichiarazione di intenti, ma i diversi incontri che si sono susseguiti dopo quella data non hanno portato ancora a nulla di fatto.

"La trattativa si è arenata – ci ha detto Massimo Mari della Flc Cgil – perché siamo in attesa di conoscere i contenuti della Legge di Stabilità, in modo da sapere se verranno introdotti sgravi fiscali per le nuove assunzioni e come si articoleranno le tutele crescenti”".

Non è ineluttabile, quindi, per il delegato Cgil il ricorso alla decurtazione di massimo il 18% dello stipendio per i neoassunti richiesto da Agidae per fronteggiare il dissesto economico in cui molte scuole cattoliche si trovano in questo momento, ma dipenderà tutto dalle misure che il Governo deciderà di intraprendere per far ripartire l’occupazione.

Di parere diverso ci è sembrato, invece, Pasquale Proietti della Uil, per il quale il ritocco del salario di ingresso sembra ormai assodato ("Vorremmo impegnarci per scendere al 15%, ma sarà dura, visto che Agidae aveva proposto il 25%"), anche se vincolato a una durata massima di tre anni dopo i quali gradualmente si tornerebbe allo stipendio tabellare normale, e rappresenta la contropartita da pagare per un aumento in busta paga di 90 euro lorde in tre anni ("Se non si tiene fede a questi due impegni la trattativa non andrà avanti").

L’altra misura introdotta nel precedente rinnovo per dare un sostegno alle istituzioni in difficoltà, cioè la reiterazione dei contratti al personale non abilitato per cinque anni consecutivi, sembra invece avere perso di efficacia: "Negli ultimi tre anni la situazione è completamente mutata – ci ha spiegato Mari (Cgil) – se prima trovare docenti abilitati rappresentava un problema, adesso i TFA e PAS hanno permesso a quasi 100.000 persone di poter conseguire il titolo professionalizzante e di potersi impiegare nel settore paritario senza problemi".

Domandiamo se è possibile prevedere in che misura l’effetto prodotto dalle misure allo studio in questa contrattazione sarà davvero benefico per i bilanci delle scuole che applicano il contratto Agidae: "E’ molto importante che ci siano progetti di rilancio e i riorganizzazione – continua Proietti (Uil) – In questo caso, tanto i contratti di solidarietà quanto provvedimenti come quello della decurtazione dei salari di ingresso possono in effetti dare respiro all’istituzione che si trova in difficoltà, aiutandola a trovare una prospettiva. Come è successo per esempio, al Cei di Palermo".

"Basta però non entrare nella logica delle sottotutele – conclude il sindacalista della Cgil –soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del ministro Giannini sulla commissione interna alla Maturità, che potrebbe suonare come un incoraggiamento ai diplomifici, e l’accordo appena siglato tra Ugl e Filins sui contratti di lavoro subordinato e a progetto".

La proposta

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