Scuole paritarie, approvate mozioni al Senato su trasparenza e libertà di scelta educativa

A conclusione dell’esame di mozioni sulle scuole paritarie al Senato, l’Assemblea ha approvato le mozioni nn. 256 a prima firma della senatrice Granato (M5S) e 275 a prima firma della senatrice Sbrollini (IV).

La mozione 1-00256 (testo 2), della sen. Granato (M5S) e altri, impegna il Governo: 1) ad adoperarsi, attraverso provvedimenti di propria competenza, per estendere alle scuole paritarie norme inerenti agli obblighi di pubblicazione di dati; 2) ad acquisire ai fini dell’erogazione del contributo straordinario statale i dati relativi alla riduzione o al mancato versamento delle rette, determinato dalla sospensione dei servizi in presenza.

La mozione 1-00275 (testo 2), della sen. Sbrollini (IV) e altri, impegna il Governo a dare piena attuazione alla libertà di scelta educativa attraverso un sostegno delle scuole paritarie nei limiti delle disposizioni costituzionali e delle normative vigenti.

Granato: indispensabile trasparenza

Con la mozione che il MoVimento 5 Stelle ha presentato intendiamo perseguire due obiettivi: il primo riguarda l’equiparazione degli obblighi di pubblicità e trasparenza tra scuole paritarie e scuole statali; il secondo chiede al governo un impegno a verificare che il fondo di 300 milioni istituito con il decreto legge Rilancio a beneficio delle paritarie a titolo di indennizzo delle rette non riscosse vada effettivamente a colmare questa perdita subita. Molte di queste scuole, certamente le pubbliche paritarie, ma anche le paritarie private per il segmento infanzia e nidi per esempio, ricevono finanziamenti da parte degli enti locali sulla quota dei trasferimenti statali.
Dunque è indispensabile che ciascuna di esse sia vincolata agli stessi obblighi di trasparenza delle scuole statali, onde consentire a chiunque, anche da remoto, di accedere ad informazioni inerenti al possesso o mantenimento dei requisiti di parità attraverso la pubblicità degli atti tramite sito web in cui siano resi noti organigramma, bilancio, decreti di nomina del personale a tempo determinato e indeterminato, assegnazione di docenti alle classi, orario didattico, piano triennale dell’offerta formativa, organi collegiali e loro delibere, regolamento d’istituto, patto educativo di corresponsabilità, registro elettronico delle presenze e delle attività. Come Movimento 5 Stelle vogliamo che a tutti gli studenti delle paritarie sia garantito di assolvere al diritto/dovere all’istruzione riconosciuto dalla Costituzione in modo effettivo e a prescindere dalla necessità legata ad esigenze di maggiore tempo scuola della famiglia“.

Così la capogruppo del Movimento 5 Stelle in commissione Istruzione Bianca Laura Granato nel suo intervento in dichiarazione di voto sulle mozioni sulle scuole paritarie.

Pittoni: obblighi senza senso

I 5 Stelle vogliono talmente bene alla scuola pubblica non statale che, nella mozione approvata al Senato con i voti di PD, LeU e Italia Viva, chiedono di estendere alle paritarie le norme “inerenti agli obblighi di pubblicazione di dati e informazioni… in particolare per quanto concerne: l’organizzazione interna; la titolarità di incarichi di collaborazione o consulenza; il conto annuale del personale e delle relative spese sostenute; i dati relativi al personale non a tempo indeterminato; i provvedimenti adottati; i dati sulla contrattazione collettiva e integrativa; i documenti e allegati del bilancio preventivo e del conto consuntivo; i beni immobili e la gestione del patrimonio”. In sostanza M5S, PD, LeU e Italia Viva hanno impegnato il Governo a richiedere a soggetti che restano “privati”, pur erogando un servizio di pubblica utilità, una serie di adempimenti tipici degli organi pubblici e degli enti che vedono la massiccia partecipazione dello Stato, delle Regioni o degli Enti Locali, sia in termini di finanziamento che di gestione ordinaria (come avviene, per esempio, nelle municipalizzate). In base al principio della libertà di insegnamento, invece, le scuole paritarie possono ricevere sussidi quando ne ricorrano le condizioni, ma sono autonome nella loro organizzazione purché rispettino gli ordinamenti scolastici del Sistema Nazionale di Istruzione e Formazione. La malagestione è già sanzionabile e può arrivare anche alla chiusura“.

Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a palazzo Madama e responsabile nazionale del dipartimento Scuola della Lega.

 

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