Scuole paritarie, anche i nostri docenti hanno diritto ad abilitarsi

di redazione
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“E’ stata stipulata ieri una nuova intesa tra il Miur e le organizzazioni sindacali della scuola in materia di reclutamento e abilitazione del personale docente. A differenza di quanto previsto nell’analoga intesa stipulata l’11 giugno scorso, il nuovo accordo esclude i docenti “precari” che insegnano nelle paritarie dalla partecipazione alle procedure riservate di abilitazione. È una esclusione particolarmente grave, dato che l’esigenza è stata esplicitamente posta più volte e non se ne comprendono le ragioni”.

Ad affermarlo sono Virginia Kaladich, Presidente FIDAE, Marco Masi, Presidente CdO Opere Educative, Pietro Mellano – Presidente CNOS Scuola, Marilisa Miotti Presidente CIOFS scuola e Giovanni Sanfilippo, delegato per le Relazioni Istituzionali FAES.

“Poichè il sistema ordinario (“concorso pubblico” con valore anche abilitante previsto dalla legge 145/2018) non viene avviato, perché le organizzazioni sindacali vogliono che parta prima la procedura riservata ai precari – scrivono – chiediamo che a tale procedura possano partecipare anche i docenti non abilitati che insegnano nelle paritarie. Negli ultimi 10 anni infatti di tutte le riforme approvate in materia (Tfa, Fit, concorsi abilitanti…) sono state applicate solo le fasi transitorie riservate ai precari. Nessuna riforma organica ha mai visto la luce. La norma vigente (legge 62/2000) obbliga le scuole paritarie ad utilizzare docenti abilitati, ma lo Stato, cui spetta il dovere/diritto di abilitare i docenti, non avvia i percorsi che possano permettere ai giovani laureati di conseguire l’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria.

Chiediamo pertanto che il Miur attivi al più presto i percorsi abilitanti ordinari e che Governo e Parlamento, nell’approvare le regole dei percorsi riservati (visto che occorre un Decreto Legge e che per la Costituzione lo stesso deve essere approvato dal Consiglio dei Ministri e convertito dal Parlamento), prevedano l’accesso alle medesime anche ai docenti che lavorano nelle 2200 scuole secondarie paritarie. Ben venga, infine, un ripensamento organico dei percorsi strutturali di abilitazione (come auspica l’intesa firmata ieri) che permetta ai giovani laureati di sapere con certezza quali sono le strade da seguire per poter essere riconosciuti come docenti”.

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