Scuole non statali: “non chiediamo soldi per noi, ma per le famiglie. Serve un miliardo”

di Anselmo Penna

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La due giorni di maratona “rumore costruttivo” promosso da Usmi e Cism sembra abbia raggiunto il suo scopo: nel giro di pochissimo tempo, una mobilitazione che ha coinvolto migliaia e migliaia di persone fra studenti, genitori e docenti della scuola paritaria, e non solo.

Di cosa si è trattato? “Di uno sciopero della scuola paritaria. Ma uno sciopero intelligente che non ha messo in difficoltà i propri utenti, studenti e famiglie, come solitamente avviene quando a scioperare sono gli autisti dei mezzi pubblici e a rimetterci sono i pendolari. Quando la scuola paritaria sciopera, lo fa a suo modo, lavorando dieci volte tanto. Le lezioni infatti non sono state sospese, allievi e genitori non sono stati lasciati da soli; si è al contrario rafforzata l’idea di comunità scuola, la sensazione – che diventa certezza – di appartenere ad una comunità più grande, di essere chiamati a svolgere un servizio per la società, meglio che durante un’ora di educazione civica. Oltre alle regolari lezioni, le scuole hanno infatti organizzato video, interviste, flashmob, dirette Facebook per sollecitare il Governo a prendere in considerazione il problema della scuola paritaria, o meglio, perché la scuola paritaria non costituisce il problema, il problema della negazione, da parte dello Stato italiano, del diritto alla libertà di scelta educativa, diritto proprio ad ogni famiglia” ha dichiarato sr Anna Monia Alfieri, definita dai più la Giovanna D’Arco della famiglia e della scuola pubblica ma lei in realtà ha un sogno, quello della “trasversalità e della maggioranza numerica e politica a favore del diritto dei genitori, degli studenti, dei docenti di avere un sistema scolastico più equo, pluralista e quindi di qualità.

Significativo e volutamente provocatorio lo slogan scelto per la mobilitazione #NOI SIAMO INVISIBILI A QUESTO GOVERNO.

Secondo chi protesta, “al momento la scuola paritaria è meno importante, a quanto sembra, del bonus monopattino. Nonostante tutto, vogliamo crederci ancora ripetono le centinaia di migliaia di persone che ci hanno messo la faccia (chiaro dalla pagina Fb UsmiNaz)”.

Un motivo in più per crederci ancora viene dal l’appoggio, a livello trasversale, del mondo della politica che si è fatta carico in modo determinato dalla questione. Due agenzie stampa lanciate dalla Camera e dal Senato il 22.05.2020 confermano un impegno” dichiara Alfieri che intravede in queste chiare posizioni quello che Lei dice essere il sogno di Aldo Moro (la maggioranza numerica a politica in Parlamento) considera un maestro per lei accanto a Borsellino e Falcone.

Questa trasversalità ha potuto constatare e prendere pienamente atto del fatto che i Gestori delle scuole paritarie non vogliano stanziamenti per le scuole (“le suore e i preti non vogliono soldi”, dicono) ma per le famiglie. In che modo? Detrazioni sulle imposte, sconto dei tributi, finanziamento della didattica a distanza, risanamento degli edifici scolastici.

Altro elemento degno di nota è stata la presa di posizione da parte della CEI che, non solo è scesa in campo da mesi a sostegno della famiglia e del pluralismo educativo e si è resa disponibile ad offrire contributi per borse di studio da destinare agli alunni economicamente più svantaggiati, ma ha anche chiesto al Governo di poter destinare una parte dei fondi ricavati dall’8 per Mille al sostegno della scuola paritaria.

La due giorni di mobilitazione ha consentito anche di toccare con mano la drammaticità della situazione – ha affermato sr Anna Monia – Se non si interviene, molte scuole dovranno comunicare entro il 1° giugno alle famiglie dei loro allievi l’intenzione di chiudere. E se si chiude una scuola, si distrugge la cultura di una Nazione. La cosa è tanto più grave se si pensa a quelle zone economicamente più fragili dove le scuole, paritarie e statali, rappresentano l’ultimo presidio contro la diffusione delle organizzazioni criminali. L’emergenza sanitaria ha cambiato repentinamente le nostre vite, ci ha messo davanti alla nostra fragilità.

Ma – continua – l’emergenza vissuta e ancora da vivere deve diventare una chance di cambiamento in molti settori della nostra società, primo fra tutti quello della scuola tutta, statale e paritaria, perché sia veramente “buona”, perché i genitori possano veramente scegliere, perché i docenti siano veramente liberi di insegnare dove vogliono, perché nessuno si debba accontentare.

Lo ripetiamo – ha aggiunto – vogliamo ancora crederci: vogliamo credere che i milioni attualmente stanziati dal Governo siano un primo passo, una conferma della presa in carico del problema, una breccia dalla quale accedere per far sì che, anche in Italia, il diritto alla libertà di scelta educativa sia finalmente riconosciuto e, attraverso l’accoglimento della proposta del costo standard per allievo, sia effettivamente garantito.”

E’ determinata sr Anna Monia , “Oggi serve 1 Mld di euro da trovare nei prossimi giorni con gli emendamenti detrazione retta, incremento fondi per scontare la retta, sconto tributi, finanziamenti della Dad, interventi per il risanamento della scuola paritaria come la scuola statale, interventi delle regioni e dei comuni insieme all’intervento delle 20 Mila borse di studio della Cei per scongiurare la chiusura del 30% di scuole paritarie, la migrazione di 300 mila allievi nella scuola statale con un costo per in cittadini di 2,4 Mld come dimostra lo studio scientifico pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni più i 3 Mld che occorrono per far ripartire le 40 mila sedi scolastiche statali con i 7 Mln di studenti. La scuola è a rischio, non riparte senza queste premesse e il danno sociale, ed economico è di una tale gravità da paragonarsi al danno prodotto dalla seconda guerra mondiale come dalla caduta delle Torri gemelle”.

Ora – conclude – è da auspicarsi che a quella dichiarata quanto mai ferma volontà delle forze politiche di collaborare per dare una risposta a questi invisibili, seguano, nei prossimi giorni, passi concreti.

Convergenza bipartisan alla Camera e al Senato

“Fase 2: Lupi, appello bipartisan per liberta’ educazione
ZCZC3671/SXA XPP60237_SXA_QBXB R POL S0A QBXB Fase 2: Lupi, appello bipartisan per liberta’ educazione (ANSA) – ROMA, 22 MAG – Un appello trasversale per la liberta’ di educazione. L’hanno firmato gli onorevoli Maurizio Lupi (presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarieta’), Flavia Piccoli Nardelli (PD), Paolo Lattanzio (M5S), Gabriele Toccafondi (Iv), Valentina Aprea (FI), Giancarlo Giorgetti (Lega) e Fabio Rampelli (FdI). Nell’appello – informa una nota di Maurizio Lupi – si rilancia l’importanza e la priorita’ degli investimenti in educazione e formazione, sempre decisivi per lo sviluppo del Paese nei momenti di crisi, si chiede che siano per tutto il sistema pubblico scolastico nazionale, quindi anche per le scuole pubbliche paritarie e si riconosce la sensibilita’ del governo sull’argomento che, dopo una iniziale sottostima del problema, ha incrementato le risorse per le scuole paritarie. I sottoscrittori, infine, si impegnano a lavorare “insieme nel passaggio parlamentare per aumentare le risorse destinate a tutte le scuole paritarie, dalla materna al termine delle superiori, cosi’ da permettere loro di affrontare i costi sostenuti durante l’emergenza Covid e quelli che serviranno per garantire l’erogazione del servizio pubblico educativo in piena sicurezza alla ripresa del nuovo anno”. Sul problema dei bambini nella fascia 0-6 anni viene rilevato anche il contributo dato alla risposta del bisogno delle famiglie dagli asili privati. CAP 22-MAG-20 14:22 NNNN”

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Da Camera e Senato Appello Bipartisan per la scuola in genere e per la scuola paritaria in concreto.

FASE 2. APPELLO BIPARTISAN SENATORI PER RILANCIO SCUOLA PARITARIA (DIRE) Roma, 22 mag. – Da Camera e Senato si alza una voce trasversale a sostegno della liberta’ di educazione. Alla Camera l’iniziativa e’ partita dall’onorevole Maurizio Lupi, presidente dell’Intergruppo parlamentare per la Sussidiarieta’, che ha coinvolto rappresentanti di tutti i partiti. Nello stesso tempo al Senato, promosso dalla senatrice Paola BINETTI (UDC) e’ stato sottoscritto un Manifesto che in modo analogo raccoglie il consenso dei rappresentanti di tutti i partiti: AnnaMaria Bernini, Andrea Cangini, Alessandra Gallone (FI), Vanna Iori e Assuntela Messina (Pd), Isabella Rauti (FdI), Matteo Salvini, Erica Rivolta e Stefania Pucciarelli (Lega), De Poli e Saccone (UDC), Donatella Conzatti (IV) e Tiziana Drago (M5S). Il Manifesto sottolinea l’importanza che la fase di Rilancio del Paese riparta dalla scuola e dai necessari investimenti a favore delle nuove generazioni. E’ indispensabile considerare il sistema scolastico italiano come un unico sistema scolastico su base nazionale; un sistema di cui fanno parte a pieno titolo sia la scuola statale che quella paritaria. Per questo e’ importante che ci siano risorse adeguate per gli uni e per gli altri. Il governo con il Decreto Rilancia Italia ha fatto un passo avanti incrementando le risorse per le scuole paritarie, ma non e’ ancora abbastanza, se si vogliono evitare discriminazioni che ricadrebbero sui piu’ giovani, privandoli dell’indispensabile supporto nel momento piu’ delicato del loro sviluppo. Gli investimenti in educazione e formazione appaiono sempre piu’ determinanti per lo sviluppo del Paese nei momenti di crisi, ma richiedono la necessaria tempestivita’ e l’indispensabile consistenza economico-finanziaria, per accompagnare gli studenti fin dal loro primo ritorno a scuola gia’ dal prossimo settembre. Il gruppo del Senato, insieme a quello della Camera, e’ impegnato a lavorare trasversalmente, in un’ottica di piena collaborazione, a servizio di un progetto che investe i giovani a cominciare dalla fascia 0-6 e intende accompagnarli fino alle soglie della maturita’. Per questo abbiamo particolarmente a cuore anche gli insegnanti, perche’ in numero adeguato, con le necessarie competenze, e con la disponibilita’ mostrata anche in tempi di Covid-19 ritrovino quel consenso sociale a cui hanno diritto per il ruolo che svolgono e la passione con cui lo svolgono, sia nelle scuole statali che in quelle paritarie. Non meritano una discriminazione che li penalizzerebbe ingiustamente, mentre sono impegnati come i loro colleghi. (Vid/ Dire) 17:13 22-05-20 NNNN

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