Scuole non statali, lotta ai diplomifici e criteri diversi per avere la parità

di Elisabetta Tonni
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Non ci saranno aumenti finanziari pubblici per le scuole non statali, né costi standard di sostenibilità per studente. Verranno adottati criteri diversi, invece, per il riconoscimento della parità scolastica e per la distribuzione delle risorse. 

La notizia riportata da Italia Oggi rappresenta un colpo duro per le scuole private e arriva a ridosso di un altro brutto colpo per i  supplenti delle scuole parificate interessati dalle ricadute occupazionali previste nel decreto Dignità.

Visioni differenti fra 5 Stelle e Lega

Lo scontro politico nella compagine di Governo sulle scuole paritarie era d’altra parte preventivato. Movimento 5 Stelle e Lega hanno posizioni differenti, senza farne mistero, tanto da non inserire l’argomento delle scuole non statali all’interno del contratto di Governo.

Anche le audizioni parlamentari del ministro Bussetti non hanno mai definito fino in fondo quali fossero le linee programmatiche in fatto di scuole private, accennando solo a una revisione del meccanismo di erogazione delle risorse. Infatti, il meccanismo a quanto pare sarà rivisto e a detta del Ministro avverrà in maniera inversamente proporzionale alla retta e su criteri basati sulla qualità didattica del servizio.

Bussetti riconosce che sia impossibile pensare all’autonomia economica delle scuole private, giacché il traguardo è difficile da raggiungere anche per quelle pubbliche. I fondi già stanziati per le paritarie ammontano a 552 milioni di euro.

Ma se la pentastellata Azzolina ipotizza un azzeramento dei finanziamenti  le paritarie di tutti i gradi di istruzione, da dirottare sulla scuola pubblica, il suo collega di partito, Luigi Gallo che è anche presidente della Commissione Cultura alla Camera, salva solo gli asili dall’abolizione dei finanziamenti previsti nel suo disegno di legge presentato il 27 marzo.

Alcuni dati significativi

Secondo i dati dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche) citati da Italia Oggi, tra il 2009 e il 2016 si sono persi nelle paritarie 135mila studenti e negli ultimi 5 anni si sono chiude 580 scuole, scendendo a quota 13.267.

Sempre secondo quanto si legge su Italia Oggi, il sistema delle rette consente, nonostante i finanziamenti pubblici, un risparmio statale di oltre 5 miliardi di euro. Lo stesso Ministro lo aveva riconosciuto, tanto da affermare proprio in audizione che “Le scuole paritarie, oltre a garantire la pluralità di scelta educativa, assicurano un servizio che consente di risparmiare risorse finanziarie, per servizi educativi che dovrebbero essere erogati dallo stato“. Ma non avrebbe concesso sconti nella “lotta ai diplomifici”.

 

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