Scuole non statali, da legge stabilità 220 milioni di euro. Una cifra che non soddisfa associazioni

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red – Non c’è altro nel testo della legge di stabilità varata dal CdM. A nulla sono valse le richieste da parte delle associazioni delle paritarie e l’intervento dello stesso Ministro Toccafondi.

red – Non c’è altro nel testo della legge di stabilità varata dal CdM. A nulla sono valse le richieste da parte delle associazioni delle paritarie e l’intervento dello stesso Ministro Toccafondi.

Si tratta di una cifra  che corrisponde a circa la metà dei finanziamenti richiesti. Infatti, AGeSC, Agidae, Aninsei, Cdo-Foe, Faes, Fidae, Fism alla vigilia del varo della Legge di Stabilità hanno chiesto garanzia di 530 mln di euro per la programmazione triennale, oltre a cancellazione Imu e Tares.

Il taglio era stato anticipato dal Sottosegretario Toccafondi durante ll seminario organizzato dal PdL che ha avuto quale argomento "Il sistema scolastico integrato dalla Costituente all’Unione Europea".

Il sottosegretario aveva annunciato la riduzione del 42 per cento dei contributi alle scuole paritarie, pari a 260 milioni in meno, rispetto ai 530 milioni di euro storicamente destinati alle paritarie.

Alla fine è andata peggio del previsto.

Sulla questione è intervenuto tramite Radio Vaticana don Francesco Macrì, presidente Fidae: "Rispetto a questa cifra siamo fortemente delusi, perché è una cifra inferiore, rispetto a quella dell’anno scorso, in più non garantisce quel minimo di progettualità che ogni scuola deve avere.

"Purtroppo – ha concluso don Macrì- la discussione di questo disegno di legge si è chiusa tagliandoci fuori, per cui la conclusione è che la scuola paritaria in Italia rimane ancora marginale, non è considerata parte integrante dell’unico sistema scolastico nazionale, contraddicendo in questo modo la legge 62 del 2000 e non solo: si vanno a contraddire tante risoluzioni, che sta emanando l’Unione Europea. L’ultima di queste risoluzioni è del 2012, nella quale si dice espressamente che gli Stati dell’Unione Europea non devono assolutamente stabilire discriminazioni tra le scuole cosiddette statali e le scuole cosiddette paritarie".

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