04 Agosto 2020 - Aggiornato alle 07:27

Scuole non statali domani in sciopero, la politica si divide sui nuovi finanziamenti richiesti

studente classe

Molte scuole paritarie in questo periodo di pandemia stanno soffrendo per i mancati introiti delle rette e sono tanti gli appelli per ottenere aiuti economici.

Gli appelli sono stati appoggiati da diversi partiti politici.

Riportiamo  alcune dichiarazioni in merito.

“Ci auguriamo che il Governo presti massima attenzione alle scuole paritarie e private che costituiscono al pari della scuola pubblica l’asse portante della formazione italiana.

La pandemia sta avendo effetti devastanti anche sulle scuole paritarie e private e se non s’interviene si rischia che a settembre migliaia di istituti saranno chiusi, con grave danno alla libertà d’insegnamento e della scelta formativa da parte delle famiglie. Noi abbiamo presentato le nostre proposte al Senato e le renderemo ancora più chiare nell’esame del Cura Italia alla Camera”, ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia.

“Non solo sul piano della libertà di scelta educativa, ma anche per i costi che lo Stato dovrebbe sostenere per supplire a quei servizi che verrebbero meno. Non dimenticando mai che il costo spesato per alunno nella scuola statale (8.500/10.000 euro) è quasi doppio rispetto al costo standard di sostenibilità (5.500 euro) e 18 volte superiore rispetto a quanto oggi è destinato dallo Stato agli allievi della scuola paritaria (500,00 euro). Facciamo quindi nostro il grido di allarme che arriva da un settore che coinvolge centinaia di migliaia di alunni e migliaia di dipendenti, auspicando che la battaglia di Forza Italia venga condivisa anche dalle altre forze politiche. Bisogna intervenire subito.”
Lo dichiara Alessandra GALLONE, vicepresidente dei senatori di Forza Italia.

La senatrice Paola BINETTI (Udc) sottolinea: “Le scuole paritarie costituiscono per lo stato un indubbio vantaggio economico: accolgono e formano circa 900.000 studenti e permettono un risparmio allo stato che e’ stato quantificato in circa 6 miliardi l’anno. Ma le scuole paritarie, pur svolgendo un ruolo fondamentale, sono paritarie solo formalmente: manca, nei confronti di questi enti, il riconoscimento sostanziale, concreto, materiale che possa permettere loro di esercitare la funzione educativa e formativa per cui sono nate. il governo ha previsto la somma di 2 milioni per far fronte anche nelle scuole paritarie alla didattica a distanza e alla sanificazione degli ambienti scolatici, resi obbligatori dai decreti emanati per far fronte allo stato di emergenza.
Ma non e’ assolutamente sufficiente: si tratta di poco piu’ che di una elemosina. Nel giro di pochi mesi potremmo assistere alla chiusura e al fallimento di tantissime strutture. Sparirebbe con loro la grande tradizione di scuole che hanno formato da sempre una grande parte della classe dirigente italiana. Per questo come UDC chiediamo interventi urgenti, economicamente adeguati, a favore delle scuole paritarie, con l’istituzione di un fondo straordinario destinato alle realta’ paritarie, con forme di sostegno, quali la piena detraibilita’ delle rette”.

Nel Consiglio dei Ministri del 15 maggio scorso c’è stato un acceso dibattito per allargare i finanziamenti anche alle scuole secondarie, perché per infanzia e primaria erano stati già stanziati 65 milioni di euro con approvazione del precedente Consiglio dei Ministri.

Sembra dunque che la spaccatura sia tra forze di destra, a favore dei finanziamenti, e di sinistra con PD e IV, insieme al M5S che hanno bocciato un emendamento dell’ON. Rampelli di FI al decreto Cura Italia, come lui stesso ha affermato: “Il ‘Cura Italia’ poteva essere il decreto giusto per provvedere al ristoro delle scuole paritarie e private da parte dello Stato. In questa direzione andava l’emendamento che avevo presentato in commissione, e che la maggioranza ha respinto insieme a tutti gli altri a causa di una vera e propria deriva autoritaria e anti parlamentare da parte di PD e M5S.”

Intanto le scuole paritarie entreranno in sciopero il 19 e il 20 maggio, per chiedere ancora alle forze politiche maggiori risorse e la detraibilità delle rette da parte delle famiglie, nel nome di una reale libertà di scelta per l’istruzione dei figli nell’intero sistema scolastico nazionale.

Ritorno a scuola. Il 14 settembre il riavvio in sicurezza, previsti nuovi spazi alternativi. Segui i corsi di Eurosofia sugli adeguamenti necessari