Scuole non statali. A.Ge.S.C.: pronti a vigilare sulla democrazia educativa

WhatsApp
Telegram

Il Consiglio Nazionale rafforza l’impegno a tutti i tavoli di concertazione “350 scuole paritarie chiuse nell’arco dell’ultimo anno, 20.000 studenti delle superiori in meno e 75.000 famiglie che non potranno esercitare il diritto alla libera scelta educativa sancito dalla Costituzione rappresentano un deficit di democrazia che il nostro Paese non deve accettare.

Il Consiglio Nazionale rafforza l’impegno a tutti i tavoli di concertazione “350 scuole paritarie chiuse nell’arco dell’ultimo anno, 20.000 studenti delle superiori in meno e 75.000 famiglie che non potranno esercitare il diritto alla libera scelta educativa sancito dalla Costituzione rappresentano un deficit di democrazia che il nostro Paese non deve accettare.

Se a questi dati associamo che lo Stato riduce così in maniera marcata un risparmio che si aggirava, quando la scuola paritaria funzionava a pieno regime, intorno ai 6 miliardi di euro l’anno, val bene chiosare che oltre il danno c’è pure la beffa” così Roberto Gontero – presidente nazionale A.Ge.S.C. – ha stigmatizzato i recenti e allarmanti dati sulla situazione della paritaria pubblica. Se a questi dati aggiungiamo la mancata erogazione dei contributi statali alle regioni, e dalle regioni agli uffici scolastici del territorio, per le scuole già in crisi a causa dei balzelli dell’Imu, la fuga dei docenti verso le scuole statali come conseguenza del piano di assunzioni straordinarie del governo Renzi, un contributo alle famiglie che esercitano la libertà di scelta educativa, pagando la scuola dei figli due volte (la prima con le tasse e la seconda con la retta) che si riduce a 76,00 euro l’anno per figlio, alla fine la battaglia sarà lunga e difficile, e i risultati non proprio scontati.

Il Consiglio Nazionale dell’Agesc riunito a Napoli per due giorni ha confermato la volontà di mantenere costante l’impegno in tutti i tavoli di concertazione, sia associativi come il Forum delle Associazioni Famigliari, sia ministeriali, visto che proprio il MIUR ha definito di recente un fitto calendario di incontri con tutti gli attori dei rapporti scuola-famiglia-società, in vista della stesura dei decreti attuativi indispensabili all’applicazione della L. 107 sulla “Buona Scuola”. L’anno scolastico è appena iniziato per studenti e docenti, ma gli esami non finiscono mai per la legge che “pure manifestando intendimenti positivi del legislatore, di fatto insidia ulteriormente la libertà di scelta educativa ed è insidiata a sua volta dai passaggi dal centralismo al decentramento, alla valutazione dei docenti con apposite commissioni di cui faranno parte a pieno titolo i genitori, fino all’applicazione del famoso comma 16 dell’art. 1, sull’affermazione delle pari opportunità tra i sessi, contro sessismo e razzismo, e ogni violenza o esercizio ideologico indebito di genere. Comma per cui anche la teoria ‘gender’ appare totalmente estromessa dagli ambiti educativi” aggiunge Gontero. Tutto questo sarà oggetto di attenta vigilanza da parte delle famiglie cattoliche, orientate a difendere prima di tutto un diritto sancito dalla Costituzione e quindi tutte le azioni che tale diritto implicano, per una reale democrazia educativa.

WhatsApp
Telegram

Concorso per dirigenti scolastici, è in Gazzetta Ufficiale: preparati per le prove selettive. Il corso con 285 ore di lezione e migliaia di quiz per la preselettiva. A partire da 299 euro