Scuole italiane all’estero, Anief chiede risposte certe per il personale

ANIEF – Ad Asmara il governo eritreo dispone la quarantena per gli insegnanti della scuola italiana che rientrano da Roma. Marcello Pacifico (Anief): “Non è la soluzione, si chiudano le scuole e si applichi al personale la normativa relativa alle forze di causa maggiore. Il Maeci convochi i sindacati rappresentativi”

L’emergenza legata al Coronavirus coinvolge anche le scuole italiane presenti al di fuori dei confini nazionali. Il Maeci (Ministero per gli affari esteri e la cooperazione internazionale) ha invitato il personale scolastico in servizio presso l’istituto omnicomprensivo di Asmara, attualmente in ferie in Italia, a non rientrare ad Asmara, perché il governo eritreo ha disposto che tutti coloro che arrivano dall’Italia verranno posti in quarantena forzata. Si tratta di disposizioni che potrebbero replicate anche da altri istituti. Anche la Turchia, ad esempio, dove c’è una scuola statale italiana, ha deciso di bloccare i voli provenienti dall’Italia.

Anief sollecita risposte certe per tutto il personale delle scuole italiane all’estero e torna a invitare il Ministero degli Esteri a convocare un tavolo con le organizzazioni sindacali rappresentative per prendere decisioni che tutelino i diritti del personale scolastico e il diritto allo studio dell’utenza. Sulle notizie provenienti da Asmara, il giovane sindacato rappresentativo ritiene necessario un intervento più deciso. «Chiediamo – sottolinea Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief – che la scuola italiana di Asmara sia temporaneamente chiusa e che al personale scolastico si applichi la normativa relativa alle cause di forza maggiore, in modo da tutelare i giorni di ferie e la ISE. Il Ministero si adoperi affinché si trovi una soluzione diversa dalla quarantena, che non tutela la salute e l’incolumità del personale, e non garantisce il diritto allo studio».

Ferma restando la richiesta di chiusura in via cautelare dell’istituto scolastico di Asmara un’altra soluzione per tutelare gli insegnanti potrebbe essere, suggerisce Salvatore Fina, delegato Anief per l’estero, «una certificazione negativa rilasciata da una struttura ospedaliera pubblica ai docenti, da esibire alla dogana eritrea. Gli insegnanti, per averla, dovrebbero sottoporsi al tampone per il Coronavirus, prima di tornare in Africa».

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