Scuole hanno ricevuto fino ad 8mila Messe a disposizione, Rusconi (ANP): troppe per leggerle o stamparle. Avviare i concorsi

di Vincenzo Brancatisano
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I professori vengono pagati poco grazie a un patto secondo il quale ti pago poco per chiederti poco. La scuola è uno stipendificio.

I professori non fanno carriera e vedono aumentare il proprio stipendio solo in base all’anzianità, ciò che non incentiva la loro attività.

La scuola è stata negli anni un terreno di pace sociale. Le scuole sono prive di insegnanti e sono inondate in queste ore ciascuna da migliaia di Mad, le messe a disposizione degli aspiranti supplenti, Mad che non vengono neppure lette, né stampate per quanto grande è il loro numero.

Sono alcune delle tesi sostenute da vari intervenuti alla trasmissione Parlamento Settegiorni, il settimanale di approfondimento politico-parlamentare di Rai uno sui temi più importanti in discussione al Senato e alla Camera. In onda ogni sabato, la trasmissione oggi aveva come titolo “Il ritorno degli studenti sui banchi e le criticità della galassia della scuola”. Nel dibattito è intervenuto anche Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma e Lazio.

Daniele Grassucci, di Skuola.net , alla domanda della conduttrice circa l’opportunità dell’idea del ministro Fioramonti di tassare le bibite zuccherate per finanziare la scuola, spiega che qualunque sia la fonte dei finanziamenti alla scuola, questi ultimi sono i benvenuti.

Grassucci protesta inoltre per il superamento del tetto di spesa sui libri di testo ma segnala la diffusa scontistica in atto sui libri nuovi nelle vendite online e tradizionali. Emergenza insegnanti. Mancano quelli di ruolo, mancano i supplenti, moltre cattedre restano sguarnite.

“Ci sono scuole che hanno ricevuto fino a ottomila Mad – rivela Rusconi – Sono in contatto via chat con i presidi, che mi dicono di non riuscire non solo a leggerle ma neppure a stamparle. È una follia”. Ho già parlato di questa emergenza con gli altri ministri, ora parlerò con il nuovo”.

Ma come si può risolvere il problema? “Solo in un modo”, spiega Rusconi: “Occorre fare i concorsi ogni due anni. Non è possibile andare avanti in questo modo. Occorre che il Parlamento imponga finalmente al governo di fare i concorsi. Lo stesso vale per i presidi. I quali peraltro si trovano con segreterie sguarnite. Riceviamo sos ogni giorno”. E se avesse davanti il ministro Fioramonti? Chiederebbe due cose: sicurezza e competenza.

“Le parole della scuola dovrebbero essere sicurezza e competenza. Pochi lo sanno, ma la scuola italiana conta 42.000 edifici. Il Parlamento deve tirar fuori dei soldi per mettere in regola gli edifici. Lo Stato redige e impone le regole sulla sicurezza e poi magari ne pretende il rispetto dalle suorine della scuola privata ma non le applica su se stesso e questo non è concepibile”. Quanto alla competenza, questa riguarda tutti, studenti e insegnanti.

“Abbiamo un gap tra studenti del Sud e del Nord – sottolinea Rusconi – Nel Nord Est i nostri ragazzi sarebbero i primi in Europa, ad esempio gli studenti trentini  superano quelli tedeschi e finlandesi in matematica. Dipende dalla scuola, dagli investimenti e naturalmente dipende dalla competenza degli insegnanti”.

C’è spazio per la politica. E allora Salvatore Margiotta, del Pd, intervenuto in studio, riconosce al governo uscente il merito di aver fatto molto sulla sicurezza degli edifici con la legge Sblocca cantieri, soprattutto nelle zone terremotate. Mentre Giorgia Latini, della Lega, si dice stupita sulla mancata firma da parte del presidente Conte del decreto Salva precari, frutto dell’accordo tra governo e sindacati “che avrebbe permesso a tanti precari di passare di ruolo”.

Infine, Gaetano Pedullà, direttore del giornale La Notizia, denuncia che “la scuola è stata negli anni passati un terreno di pace sociale, uno stipendificio per insegnanti che hanno talvolta tradito la loro missione con i ragazzi”. E quanto al futuro, “abbiamo delle scommesse per i giovani, servono tanti soldi per la scuola,  occorre aggiornare i programmi scolastici per affrontare meglio il mondo del lavoro e le sfide del futuro”

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