Le Scuole Europee vogliono ridurre le ore dell’insegnamento di religione a favore di altre discipline obbligatorie

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Red – La prospettata decisione delle Scuole europee (14 istituti creati dall’Ue per i figli dei dipendenti delle istituzioni comunitarie; sono presenti in 7 Stati e contano circa 24mila studenti) di diminuire in alcune classi le ore di religione e di etica, portandole da due a una la settimana, è stata rinviata, motivata da una complessiva riorganizzazione del ciclo di studi secondario e da corrispondenti motivi economici.

Red – La prospettata decisione delle Scuole europee (14 istituti creati dall’Ue per i figli dei dipendenti delle istituzioni comunitarie; sono presenti in 7 Stati e contano circa 24mila studenti) di diminuire in alcune classi le ore di religione e di etica, portandole da due a una la settimana, è stata rinviata, motivata da una complessiva riorganizzazione del ciclo di studi secondario e da corrispondenti motivi economici.

C’era stata una raccolta di firme tra un gruppo di eurodeputati di varie nazionalità, indirizzata al Consiglio superiore, che ora risponde con una nota ufficiale, nella quale si ricostruisce l’ampia riflessione avviata in questi istituti.

Il Consiglio superiore delle Scuole europee “ha chiesto di proseguire le riflessioni, tenendo conto dei commeni avanzati dalle Delegazioni, di ampliare la consultazione con gli esperti e di ripresentarsi alla riunione” del Consiglio, prevista per il 3, 4 e 5 dicembre 2013, “magari con una proposta riguardante tutto il ciclo secondario”.

“Finora, gli studenti delle prime tre classi delle scuole secondarie (S1-3) sono stati obbligati a scegliere un corso di religione confessionale o di etica – si legge nel documento -. In altre parole, una classe può in teoria generare più corsi di religione e un solo corso di etica: questo è il motivo principale del gran numero di piccoli gruppi che frequentano queste materie”. Ciascuno di questi corsi prevede due lezioni settimanali nei primi tre anni delle superiori. “Dopo un’accurata analisi di tutti gli aspetti della questione”, il Gruppo di lavoro incaricato dal Consiglio di studiare una riforma generale della proposta formativa “ha proposto a larga maggioranza di ridurre il numero di lezioni settimanali da due a una, senza toccare il carattere confessionale dell’insegnamento di religione. Il risparmio sarebbe utilizzato per mantenere l’insegnamento di tutte le altre materie obbligatorie e anticipare l’inizio dello studio di una seconda lingua straniera”. Si specifica inoltre che la proposta avanzata “considera anche la possibilità di ridurre il numero di ore di altri corsi”, mentre nelle classi terze sarebbero soppresse le attività complementari. Ogni decisione è dunque rimandata a dicembre.

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