“Scuole dell’infanzia aperte a luglio, sono servizi pubblici pagati dai contribuenti”. Polemica sulle parole dell’assessore all’Istruzione in Trentino. Critiche dei sindacati

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In una recente assemblea organizzata da Flc Cgil, Cisl Scuola e Satos, si è manifestato un marcato sconcerto per le ultime dichiarazioni dell’assessore all’Istruzione in Trentino, Mirko Bisesti, sulla scuola dell’infanzia, che lui considera un servizio pubblico sostenuto dai contribuenti.

Le affermazioni del politico hanno scatenato una valanga di reazione, con accuse di mancanza di rispetto nei confronti delle insegnanti e di scarsa fiducia nel loro lavoro.

La scuola dell’infanzia è il primo gradino del sistema d’istruzione italiano, un’istituzione con un mandato costituzionale chiaro che riguarda l’istruzione, l’inclusione, la cultura e le pari opportunità. Questo è il punto di vista di Raffaele Meo, segretario provinciale della Flc Cgil, che sostiene che il ruolo degli insegnanti non dovrebbe essere ridotto a quello di un mero servizio di conciliazione.

In vista dell’assestamento di bilancio in Consiglio provinciale, sono state organizzate altre due assemblee, svolte in remoto, per discutere le problematiche e offrire alle insegnanti un’opportunità di confronto. Uno degli argomenti più urgenti è il ripristino del calendario scolastico di dieci mesi per le scuole dell’infanzia. Le assemblee in questione sono state definite come “un sistema di conciliazione più giusto per le insegnanti, più efficace per le famiglie e più economico per le casse della Provincia e le tasche dei contribuenti”.

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