Scuole dell’autonomia: il cliente ha sempre ragione! Lettera

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Inviato da Carlo Salvitti – La scuola dell’autonomia è sinonimo di una scuola matura capace di autoregolarsi in funzione della progettazione e realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione con efficacia crescente, in rapporto funzionale con le varie realtà territoriali e con le famiglie. Il tutto finalizzato al successo formativo degli alunni e alla loro crescita umana e civile come cittadini attivi con capacità di pensiero autonomo.

Ma dal soddisfacimento dei bisogni educativi e culturali degli alunni la scuola si è diretta verso l’appagamento delle richieste delle famiglie, mettendo al centro dell’attenzione non i “veri utenti” dell’istituzione scolastica, ma i loro genitori.

La scuola deve accontentare e esaudire le aspettative, direi quasi i bisogni, degli adulti, anteposti per importanza ai giovani scolari. Così facendo l’istruzione si è trasformata in una sede di negoziazione tra amministrazione e famiglie, relegando gli insegnanti, ma anche gli stessi allievi, a figure meramente operative.

La lezione in classe, l’insegnamento e apprendimento, fulcro di tutta l’istituzione scolastica, ha assunto un valore accessorio. La regola principale di questa trattativa è diventata quella che “Il cliente ha sempre ragione”. Il rapporto insegnanti-famiglie, alla luce di questo principio, non è altro che un continuo subire da parte dei primi di critiche e accuse, se non di azioni peggiori.

L’autonomia, quindi, non esiste più, dal momento che le regole nella scuola vengono dettate, con il benestare di certi Dirigenti accondiscendenti, dalle numerose famiglie. Allorquando le norme provengono dall’esterno l’autonomia non c’è più, è defunta e seppellita. La scuola perde la sua identità, non sa più qual è il suo scopo e piomba in uno stato di impotenza funzionale. Percepisce di non riuscire a perseguire e realizzare quei fini che dell’autonomia scolastica furono i principi ispiratori.

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