Scuole confessionali dovranno pagare l’ICI. CEI “rischio libertà educazione”. Giannini “c’è da riflettere”

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Si tratta delle sentenze 14225 e 14226 depositate l'8 luglio presso la suprema Corte secondo le quali anche le scuole confessionali non statali devono pagare l'ICI.

Si tratta delle sentenze 14225 e 14226 depositate l'8 luglio presso la suprema Corte secondo le quali anche le scuole confessionali non statali devono pagare l'ICI.

Si tratta di una lunga querelle che pare abbia raggiunto un importante traguardo a seguito del contenzioso avviato dal Comune di Livorno contro le scuole confessionali paritarie che ritenevano di non dover pagare l'ICI in quanto attività no profit.

La sentenza avrà rilievo anche interpretazione delle disposizioni in materia di Imu, relativamente all'imposizione fiscale dall'anno 2012.

Giannini, "c'è da riflettere"

Sulla questione sono intervenuti la CEI e il Ministro Giannini. Quest'ultimo ha affermato che "forse ci sia una riflessione da fare". Ed ha ricordato che in regioni come il Veneto, senza paritarie, "Stato e Regione «si troverebbero in enormi difficoltà economiche e strutturali".

CEI, sentenza pericolosa

La CEI invece concentra il suo commento sulla libertà dell'educazione, "Una sentenza pericolosa" che limita fortemente "la garanzia di libertà sull'educazione che tanto richiede anche l'Europa", "pericolosa" e conclude "ci sono un milione e 300 mila studenti nelle scuole paritarie. Bisogna anche sapere che a fronte dei 520 milioni che ricevono le scuole paritarie, lo Stato risparmia 6 miliardi e mezzo. Attenzione, dunque, a non farsi mettere il prosciutto sugli occhi dall'ideologia".

Regione Lombardia, pronti ad aiutare suole confessionali

La Regione Lombardia "preoccupata" per la sentenza della Cassazione, che ha condannato due scuole livornesi a pagare l'ici, annuncia di essere pronta, se sarà necessario, a "provvedimenti ad hoc" per sostenere le scuole paritarie religiose. "La Giunta regionale della Lombardia – spiega un comunicato – condivide le preoccupazioni espresse in queste ore dal mondo cattolico, in conseguenza delle nuove tasse che potrebbero gravare sul funzionamento degli istituti scolastici religiosi paritari".

Regione Piemonte, ricorreremo a Strasburgo

Sulla questione è intervenuta anche Daniela Ruffino (Fi), vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte "Quella della Cassazione è una sentenza ideologica e discriminatoria che colpisce le scuole paritarie per colpire le scuole cattoliche ma ferisce soprattutto la libertà educativa sancita dalla Costituzione e ricordata recentemente dall'Unione europea come perno di una piena democrazia". Afferma "La motivazione secondo cui le scuole paritarie svolgono un'attività commerciale poiché fanno pagare una retta – aggiunge l'esponente azzurra – fotografa una parte della verità perché ignora che le stesse scuole costano allo Stato meno della metà dei costi sostenuti per le scuole Statali. Su questo tema Forza Italia sarà molto vigile in Regione. Non escludo che si possa procedere, insieme alle migliaia di famiglie che hanno i loro figli iscritti alle scuole paritarie, alla presentazione di un ricorso alla Corte di Giustizia a Strasburgo".

Gaynet, sentenza sacrosanta

Diversa la posizione di Francesco Grillini,  presidente di Gaynet "Stop agli insopportabili privilegi al Vaticano in Italia, la sentenza della Cassazione sull'Ici alle scuole cattoliche è sacrosanta". "La chiesa cattolica costa allo stato italiano – elenca Grillini – 8 miliardi l'anno tra la truffa dell'8 per mille, finanziamenti alle scuole confessionali di ogni ordine e grado e da ogni istituzione pubblica italiana da Aosta a Palermo e pure all'estero, finanziamenti ai preti negli ospedali pubblici, il 7% di oneri di urbanizzazione che ogni hanno vanno dalle disastrate comunali alle casse delle curie per gli edifici di culto, finanziamenti dal ministero degli interni agli edifici di culto, esenzione insopportabile e intollerabile delle tasse immobiliari su qualsiasi edificio di proprietà della Chiesa dove basta mettere un altarino e magicamente diventa 'a fini religiosi' anche se è un capannone commerciale, un palazzo di appartamenti di lusso o di uffici di pregio o un albergo a 5 stelle ufficialmente 'per pellegrini'".

Stop ai privilegio, Radicali

Sulla stessa lunghezza d'onda i Radicali. "Il fatto che per anni si sia goduto di privilegi e ad un certo punto, a nostro avviso molto tardi, siano revocati è tutto fuorché revoca di una qualsiasi libertà" . Lo affermano a Radio Radicale Maurizio Turco e Carlo Pontesilli in riferimento alla sentenza della Cassazione sull'Ici per le scuole paritarie. "Dal 2006 – proseguono – ci stiamo battendo contro le diverse leggi messe in campo per violare il principio della concorrenza sleale nei confronti di imprenditori non confessionali. Leggi puntualmente modificate per perpetrare il privilegio ed oggi attendiamo il responso della Corte europea di Giustizia. Peraltro nel recepimento del nuovo concordato del 1984 – sottoscritto dal Presidente del Consiglio Craxi e, tra gli altri, dal Ministro dell'Interno Oscar Luigi Scalfaro – si da conto che per la Commissione paritetica Italia-CEI : "Quando … l'ente (ecclesiastico) svolga attività come quelle di assistenza e beneficenza, istruzione, educazione e cultura e, in ogni caso, attività commerciali o comunque a scopo di lucro, queste attività agli effetti civili non sono considerate come attività di religione o di culto. Naturalmente gli enti ecclesiastici possono liberamente svolgere attività diverse da quelle di religione o di culto." Diciamo che la Cassazione non ha fatto altro che ristabilire la lettera di quegli accordi, che furono traditi dallo Stato". "PS Dopo questa sentenza tutti i Comuni italiani devono procedere al recupero di tutte le somme non ancora prescritte".

Quante scuole sono coinvolte?

Le scuole paritarie attive nel territorio nazionale nell'anno scolastico 2013/2014 erano 13.625, il 71,8% dell'infanzia, l'11% della primaria, il 5% della secondaria di primo grado, il 12,3% della secondaria di secondo grado. Mentre per i primi cicli di istruzione (asili, elementari e medie) c'è una netta prevalenza di istituti che fanno riferimento a ordini religiosi cattolici, dai Gesuiti alle Orsoline, per fare alcuni esempi, per la scuola secondaria di secondo grado, quelle che comunemente si chiamano le 'superiori', il rapporto si ribalta. Su 1.710 istituti, 656 sono cattolici e 1.054 rispondono genericamente alla classificazione 'altre scuole'. E dunque gli istituti laici in questa fascia di istruzione superano il 60% del totale.

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