Scuole chiuse, teatri chiusi, piscine chiuse, ma il popolo del concorso scolastico è costretto a muoversi. Lettera

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Inviata da Luca Bellocchi – Scuole chiuse, teatri chiusi, musei chiusi, piscine chiuse, ristoranti e bar semi chiusi ma il popolo del concorso scolastico è costretto a muoversi comunque: da Trieste a Caltanissetta migliaia di persone viaggiano per poter presenziare a un concorso viziato da mille incongruenze, ultima quella di, se qualcuno ancora vive con genitori anziani o cagionevoli, dover scegliere fra il proprio futuro e quello dei propri cari.

Scusate ma se il fine è non intasare il trasporto pubblico e non veicolare il virus, se il consiglio è muoversi il meno possibile, come può LO STATO mandare al macello i futuri insegnanti che, nella stragrande maggioranza dei casi, lavorano a scuola come precari e riporteranno nelle classi, il giorno seguente, tutto ciò che hanno contratto in treni autobus, luoghi chiusi e affollati?

Oltre alla dimensione morale, pochi saranno particolarmente rilassati, concentrati e sereni in una situazione del genere: come si può pensare che una persona possa essere anche minimamente focalizzata su una cosa così importante per il proprio futuro in un quadro così desolante?

Oppure esistono cittadini di serie A e serie B, agnelli sacrificali sull’altare della politica tanto per far vedere che il sistema procede nonostante tutto?

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