Scuole chiuse per maltempo, le riunioni pomeridiane online sono confermate o si sospendono?

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Negli ultimi giorni il maltempo ha flagellato alcune zone d’Italia imponendo non solo la chiusura delle scuole ma anche danni e disagi alla popolazione. Una delle regioni più colpite è stata l’Emilia Romagna, e proprio da questa regione ci arriva una richiesta su quali possono essere le attività da svolgere in caso di chiusura delle scuole.

Un docente ci chiede se è corretto svolgere online riunioni già convocate per il 16 e 17 maggio.

E’ possibile mantenere l’attività online se la scuola è stata chiusa per cause di forza maggiore?

Normativa e buon senso

Le assenze determinate, comprese quelle del personale ATA determinate nella giornata di chiusura della scuola per cause di forza maggiore sono pienamente legittimate e non devono essere “giustificate” e nemmeno essere oggetto di decurtazione economica o di recupero.

Essendo il rapporto di lavoro del personale della scuola di natura civilistica e obbligazionaria tra le parti che lo sottoscrivono, il principio giuridico di riferimento è l’art. 1256 del Codice civile, che recita: “L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore (nel nostro caso dipendente della scuola), la prestazione diventa impossibile. Se l’impossibilità è solo temporanea, il debitore, finché essa perdura, non è responsabile del ritardo dell’adempimento”.

Quindi la scuola è chiusa sia di mattina che di pomeriggio. Scuola chiusa, niente attività.

I giorni di chiusura per causa di forza maggiore devono quindi essere assimilati a servizio effettivamente e regolarmente prestato, in quanto il dipendente non può prestare la propria attività per cause esterne.

Posto che stiamo parlando di chiusura della scuola e non solo di sospensione delle attività didattiche, a nostro parere per questo motivo vanno sospese anche le attività pomeridiane, solo incidentalmente già programmate online.

Inoltre circostanze di buon senso potrebbero impedirne il corretto svolgimento. Fossero anche solo emotive, legate alla situazione in atto, che può coinvolgere la propria famiglia o comunque la comunità di cui si fa parte.

A questi potrebbero aggiungersi motivazioni tecniche: la connessione (a carico del singolo docente)  potrebbe essere perfettamente funzionante per tutti o potrebbero esserci degli intoppi che potrebbero mettere a rischio il corretto svolgimento dell’attività?

E ancora, si pensi alle motivazioni personali: probabilmente tanti docenti per partecipare all’attività hanno la necessità di affidare la custodia dei figli a babysitter o nonni, circostanza che non può verificarsi per le restrizioni alla circolazione imposta dalle condizioni del maltempo.

E’ chiaro infatti che una ordinanza di chiusura delle scuole porta con sé delle conseguenze anche per il tempo famiglia, che viene stravolto per quelle giornate e vi è la necessità di riorganizzarlo. Alla chiusura delle scuola si accompagna anche la chiusura di palestre, ludoteche, centri per l’assistenza allo studio, per cui i figli sono a casa con i genitori.

A nostro parere dunque motivazioni di buon senso – al di là di quelle normative – dovrebbero far prevalere per la sospensione anche delle attività online, perchè è tutto il contesto circostante a non essere quello usuale e quindi  la concentrazione e la dedizione all’attività potrebbe venir meno.

La chiusura della scuola infatti è una misura estrema e le immagini che in queste ore ci vengono restituite sono poco confortanti. Naturalmente ci auguriamo che la situazione migliori nelle prossime ore, ma riteniamo che il rinvio delle attività pomeridiane non possa comportare nessun danno all’attività scolastica generale. La prossima settimana, speriamo, se ne potrà parlare con più calma.

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