Scuole chiuse per covid ma gli studenti svolgono le prove Invalsi in presenza: è polemica

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In Puglia, come sappiamo, è valida l’ordinanza firmata dal Presidente della Regione Emiliano che prevede la sospensione delle attività didattiche in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado. Tuttavia, nei giorni scorsi, centinaia di studenti delle scuole superiori sono tornati a scuola per affrontare le prove Invalsi nei laboratori d’informatica. A piccoli gruppi (una decina delle quinte per turno) e in aule sanificate. Dinamiche simili si sono riscontrate in altre regioni e ad ogni modo, servirebbe un chiarimento dal Ministero per capire come realmente muoversi.

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Le prove Invalsi ricordiamo, non sono obbligatorie ai fini dell’esame di Stato: motivo per cui il prefetto Antonella Bellomo  ha posto l’accento sulla scelta delle scuole: “le prove Invalsi non sono obbligatorie per quanto riguarda la frequenza in presenza degli studenti“, si legge sulla pagina pugliese de La Repubblica.

Eppure alcuni istituti nelle circolari inviate alle famiglie, alcune delle quali annunciano esposti, non solo non verrebbe precisato che la frequenza non è obbligatoria ma che anzi costituirebbe un obbligo. E quindi decine di famiglie sono state costrette a mandare i figli in presenza a scuola nonostante il divieto imposto dall’ordinanza regionale in vigore. 

Il punto è che i dirigenti scolastici hanno fatto rientrare la partecipazione degli studenti alle prove Invalsi in presenza fra le attività consentite dal Nuovo Dpcm. Nello specifico, i presidi tengono a precisare che la disposizione di erogare la prova in presenza sia arrivata dal ministero. E che si tratterebbe di un’attività di laboratorio, quindi consentita dalla stessa ordinanza regionale.

La nota del Ministero prevede infatti che “resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o in ragione di mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’istruzione n. 89 del 7 agosto 2020, e dall’ordinanza del Ministro dell’istruzione n. 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento online con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata”.

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L’interpretazione della Regione tuttavia è di segno diverso: le deroghe riguardanti l’ordinanza della Regione Puglia sull’obbligo della didattica a distanza riguardano la disabilità, particolari condizioni di impossibilità a seguire le lezioni a distanza e, per quanto riguarda i laboratori, si devono intendere quelli degli istituti professionali che rappresentano parte fondamentale della didattica. Sarebbe cioè un diritto delle famiglie e non un obbligo. 

La questione in realtà ha riguardato anche altre regioni: molte scuole hanno interpretato le prove Invalsi come attività di laboratorio e dunque ne hanno disposto lo svolgimento in presenza. Forse, sarebbe il caso di fare chiarezza dall’amministrazione centrale anche su questo punto.

Ricordiamo che in una settimana, riferisce l’Istituto Invalsi, sono state svolte oltre 59 mila prove dagli studenti.

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