Scuole chiuse, congedo al 50% e bonus babysitter per i genitori, ma per le famiglie non è sufficiente

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Da domani 15 marzo le scuole saranno chiuse in quasi tutta Italia: le lezioni proseguiranno a distanza. Cresce la preoccupazione dei genitori. Dal governo rassicurano.

Con il nuovo decreto Covid, rassicura il viceministro all’Economia Laura Castelli, è stato fatto un “primo passo”, ma ora arriverà il decreto Sostegni, “che verrà approvato in Consiglio dei Ministri entro la prossima settimana”.

“Fino al 30 giugno 2021, sottolinea Castelli, i genitori che siano lavoratori dipendenti e che hanno un figlio convivente minore di sedici anni, in alternativa tra loro, potranno svolgere il loro lavoro in modalità agile, per il periodo corrispondente alla sospensione dell’attività didattica in presenza o all’isolamento dovuto al Covid-19”.

Invece, “i genitori di figli minori di quattordici anni, cui non sarà possibile applicare il lavoro agile, si potranno astenere dal lavoro e verrà loro riconosciuta un’indennità pari al 50% della retribuzione abituale”.

Mentre, “i lavoratori iscritti alla gestione separata INPS, gli autonomi, alle forze dell’ordine, ai lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari, possono scegliere la corresponsione di uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting, con un limite massimo di 100 euro settimanali”.

Ma intanto arrivano le lamentele dalle famiglie, considerato che il nuovo Dpcm prevede la chiusura di tutte le scuole in zona rossa e non più a partire dalla seconda media. E sono proprio i genitori dei più piccoli ad avere difficoltà nel conciliare gli impegni lavorativi anche in smart working e i figli a casa, oltre alle difficoltà economiche con l’eventuale congedo al 50%.

Da diversi partiti, Pd, Leu fino a Fratelli d’Italia, si punta il dito proprio contro la retribuzione ridotta dei congedi speciali.

Ma, chiarisce la ministra Mariastella Gelmini, “se serviranno altri soldi useremo il nuovo scostamento”.

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