Scuole chiuse, adesso servono i dati dei contagi: Miozzo lavora al piano per il rientro in classe

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E’ stato da sempre fra i punti più criticati della gestione Azzolina: il monitoraggio dei contagi covid nelle scuole. Un monitoraggio che nella pratica c’è stato ma che a giudizio di Bianchi e di Agostino Miozzo, ex coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico ormai passato da pochi giorni a consulente del Ministro Bianchi, non è utilizzabile e dunque, si deve ripartire da zero per trovare un metodo più efficace.

Fra gli obiettivi c’è quello di capire se i contagi avvengono in contesti scolastici o extrascolastici. O entrambi. C’è un report a cura dell’ISS che però evidenzia i contagi per fasce d’età: questo può essere utile ma non è il monitoraggio di cui si ha bisogno se si vogliono ripristinare le attività didattiche in presenza.

Miozzo dovrà lavorare anche alle comunicazioni sul contagio scolastico da parte delle Asl, che più volte sono state segnalate molto superficiali e soprattutto tardive. E condizionate da scelte locali che hanno creato differenze evidenti fra regioni.

Altro punto cruciale, ricorda anche Italia Oggi, le diverse politiche adottate dai Dipartimenti di prevenzione e contenimento in caso di sospetto contagio Covid a scuola, con misure a volte tardive o eccessive sulle quarantene.

Il nuovo consigliere di Patrizio Bianchi, potrebbe valutare i presidi sanitari scolastici soprattutto alla luce del rientro a scuola in presenza. 

Come abbiamo riportato, il governo vuole fare il possibile per far rientrare in classe gli studenti dopo Pasqua per garantire le lezioni in presenza nelle ultime settimane di quest’anno scolastico ancora condizionato dal covid

Riapertura delle scuole dopo Pasqua: genitori e studenti lo chiedono. Il governo ci pensa

E non è escluso un nuovo intervento che Miozzo proporrà per il trasporto pubblico, che vede dei protocolli di difficile attuazione fino ad oggi per ogni realtà territoriale: il famoso limite del 50% imposto sui mezzi di trasporto pubblico non viene infatti rispettato sempre e questo ha condizionato non poco la scelta di misure più drastiche per la scuola presenti nell’ultimo Dpcm.

 

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