Scuole Campania, De Luca: “Contagi in aumento tra docenti e alunni”

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Le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, in merito all’emergenza Covid-19 e le sue ripercussioni sul mondo della scuola.

Positivo il nuovo Governo Draghi, così come il “cambiamento” della Lega e del Movimento Cinque Stelle. Così il Governatore della Campania Vincenzo De Luca, in apertura nel corso del consueto punto stampa in diretta social.

Il Presidente campano torna a parlare del prossimo weekend che vede le coincidenza del Carnevale e San Valentino: “Se non ci saranno misure efficaci, fra due settimane, venti giorni, ci sarà una nuova esplosione dei contagi. La politica dello stop and go non funzionerà, perchè dopo alcune settimane di chiusura si alternano momenti di apertura per poi richiudere di nuovo”.

Abbiamo visto cosa è successo nei giorni scorsi – ha aggiunto De Luca – soprattutto nel fine settimana: piazze, strade e lungomari del nostro Paese completamente invasi da giovani e meno giovani, in condizioni di assoluta inesistenza di qualunque forma di controllo“.

Sta accadendo quello che il Governo ha deciso che accadesse. Stiamo assistendo a una riesplosione del contagio, abbiamo le corsie degli ospedali ingolfate, non ancora le terapie intensive ma ci stiamo avviando. Col pericolo delle varianti del virus: non siamo in grado di capire il livello di diffusione e di pericolosità di alcune di queste varianti“.

Sulla scuola, De Luca torna sui dati dell’Unità di crisi:”In Campania i contagi stanno registrano un aumento nelle popolazione scolastica, docenti e alunni. Le scuole non si riaprono per motivi semplici, ovvero per prevenire. Si cerca di evitare assembramenti nei luoghi chiusi. Noi abbiamo fornito tutti i dati e abbiamo responsabilizzato le amministrazioni comunali“.

Sul tema l’Unità di crisi ha scritto: “I dati riportati, con le relative misure di contenimento messe in campo dalla Regione Campania mediante le ordinanze restrittive, dimostrano chiaramente come una strategia preventiva, e quindi di analisi previsionale basata su molteplici misure tra cui la didattica non in presenza diversificata per fasce di età risulti fondamentale e abbia avuto un significativo impatto in termini di diminuzione non solo sui casi positivi nella fascia di età scolare, ma anche sui soggetti adulti”.

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