Scuole aperte d’estate: quando la scuola è al servizio della comunità anche d’estate e anche senza i docenti

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Vita e il Miur, in collaborazione con Comune di Milano e Anci, lanciano una convocazione al mondo della scuola, per raccontare le tante esperienze di Scuola Aperta e promuovere una rete. L’appuntamento è a Milano il 16 giugno, primo lunedì “senza scuola”, per lanciare il Forum nazionale delle scuole aperte che si terrà in autunno a Firenze.

Vita e il Miur, in collaborazione con Comune di Milano e Anci, lanciano una convocazione al mondo della scuola, per raccontare le tante esperienze di Scuola Aperta e promuovere una rete. L’appuntamento è a Milano il 16 giugno, primo lunedì “senza scuola”, per lanciare il Forum nazionale delle scuole aperte che si terrà in autunno a Firenze.

Scrivono i promotori nel comunicato: “La scuola è la più grande infrastruttura sociale del nostro Paese. Prima e più che gli aeroporti, le autostrade, i viadotti. Le scuole sono dappertutto e dappertutto accolgono la sfida della trasmissione del sapere, dell’educazione dei giovani, dell’incontro tra le generazioni, del confronto fra culture, dello scambio di linguaggi. Per questo nulla più della scuola è il “bene comune” di questo Paese. La scuola è viva e lo dimostrerà il 16 giugno”.

A cosa serve una scuola aperta d’estate? A tanto, secondo i sostenitori: I  cortili e aule, dopo le lezioni, diventano luoghi di attività e incontro per cittadini, associazioni, giovani, anziani, imprese creative. E’ la scuola italiana che mette a disposizione il suo immenso patrimonio immobiliare per raccogliere e accogliere diverse iniziative possibili nei quartieri cittadini. Un esempio di Scuola Aperta è , ad esempio,  l’Istituto Cadorna di Milano da cui gli italiani fuggivano perché c’erano troppi stranieri e che ora è diventata un polo di eccellenza. Oppure la Di Donato di Roma, presa ad esempio in Europa per essere divenuta centro di coesione sociale nel quartiere Esquilino, uno fra i più multietnici della città.O ancora è l’istituto Fermi di Mantova, che polo 3.0 che collabora appunto con il MIT di Boston.

Dell’iniziativa di queste scuole ha parlato il sottosegretario Reggi: "Esistono scuole che fanno percorsi di recupero estivo per studenti stranieri in difficoltà. Progetti e iniziative costruite grazie all’autonomia scolastica e all’impegno di singoli docenti e e dirigenti. A loro vogliamo dare voce" senza però, dice il sosttosegretario, " voler imporre un modello unico valido in tutto il Paese, bensì valorizzando e mettendo in evidenza le buone pratiche che in questo campo sono già in atto "
 

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