Scuole aperte anche in estate? Bene, riduciamo ferie docenti. Lettera

di redazione
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Per tenere le scuole aperte tutto l’anno, estate compresa, non ci vuole molto cara Ministra Valeria Fedeli, e non c’è bisogno nemmeno di scomodare i tecnici del Ministero, la soluzione gliela do io che faccio un altro mestiere ma che seguo con attenzione il mondo della scuola da 17 anni, esattamente dall’Anno Scolastico 2000/2001 da quando mia moglie svolge per la Scuola Italiana il lavoro di Assistente Amministrativo inspiegabilmente e vergognosamente ancora da PRECARIA.

Lo scoglio dei professori è facilmente superabile poiché non è un diritto godere di 4 mesi di ferie l’anno e lavorare soltanto 18 ore settimanali a differenza dei bidelli e degli addetti alla segreteria, il cosiddetto personale ATA, dei presidi e di tutti i lavoratori della Pubblica Amministrazione che lavorano 36 ore settimanali con 32 giorni di ferie l’anno.

Le scuole si potrebbero chiudere soltanto nel mese di agosto e non bisognerà ricorrere ai docenti precari, quelli servono quando il docente titolare è ammalato.

Soltanto nel mese di agosto ci sono già circa 20 giorni lavorativi, quindi i primi 20 giorni di ferie per i docenti, e per arrivare a 32 giorni di ferie non ci vuole molto, la scuola non comincia mai l’1 settembre, ci sono poi le pause a Natale, Pasqua, ponti e le varie sospensioni didattiche. Io stimo almeno 50 giorni di ferie.

Il personale che lavora in segreteria e che dovrà continuare a lavorare come tutti gli anni anche nel mese di agosto per la programmazione del nuovo anno scolastico, continuerà ad usufruire dei 32 giorni di ferie da programmare nell’arco dell’anno.

Chiaramente i contratti annuali su posto vacante, stipulati al personale precario vergognosamente e ingiustamente al 30 giugno, dovranno essere stipulati al 31 agosto, poiché cara Ministra lo Stato non ci perde nulla, i due mesi estivi vengono comunque pagati con la NASPI (disoccupazione). E’ questo uno dei tanti problemi della SCUOLA ITALIANA che nessun Governo vuole risolvere, certamente non quello dell’apertura delle scuole in estate, che comunque, se si vuole fare poiché interessante, io Le ho dato la soluzione a costo zero.

Non Le sembra un controsenso che per tenere le scuole aperte anche in estate si debba ricorrere ai docenti precari, mentre nelle segreterie dove si lavora già da sempre in estate, il personale precario il 30 giugno viene licenziato?

Cordiali saluti da un italiano stanco di tutte le ingiustizie e disparità che ci sono nella nostra scuola.
Marcello D’Andrea

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