Scuole antisismiche, il modello è l’Emilia

di Lalla
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Gianluca Galletti, sottosegretario all’Istruzione con delega Edilizia Scolastica scrive una lettera al Secolo XIX

Gianluca Galletti, sottosegretario all’Istruzione con delega Edilizia Scolastica scrive una lettera al Secolo XIX

Egregio direttore, ho letto sulle pagine del Suo giornale l’intervista ad Alessandro Martelli, presidente dell’associazione italiana di ingegneria sismica, che descrive l’Italia come un Paese impreparato ad affrontare calamità naturali come i terremoti. Parole che pesano come macigni sulla coscienza della politica quando si legge di un "asilo costruito con la sabbia di mare".

Martelli sostiene che siamo impreparati ad affrontare disastri che, con ogni probabilità, si ripeteranno. Le istituzioni devono essere in grado di dare una risposta. E lo possono fare, a mio parere, solo puntando su una strategia di prevenzione di lungo periodo. La mia Regione, l’Emilia Romagna, è stata in grado di rialzarsi, anche se con fatica. Da giugno a settembre dello scorso anno, sono state costruite in Emilia Romagna
58 nuove scuole. In particolare, 28 sono gli edifici scolastici temporanei, che ospitano 9.397 studenti: antisismici e rispondenti a criteri di efficienza energetica. Sono invece 30, e ospitano 8.433 studenti,
i prefabbricati modulari, adottati in sostituzione di scuole inagibili.

A più di un anno dal terremoto, molto è stato fatto. Ciò non toglie che il lavoro da svolgere per la messa in sicurezza degli edifici scolastici è ancora ingente. Un’analisi dei dati del Miur rivela infatti che, su un totale di 2.284 edifici censiti nella Regione, il 42% è stato costruito nel ventennio 1961-80.

Un dato che rispecchia la geografia nazionale: su 36.220 edifici scolastici censiti risulta infatti che ben il 44% degli edifici è stato costruito nel ventennio 1961-1980, e solo il 25% dopo il 1980.

È evidente come l’edilizia scolastica debba essere priorità del ministero dell’Istruzione e della politica tutta: la creazione di un Fondo unico eviterà il sovrapporsi di microinterventi, e verrà attuato un meccanismo per consentire agli enti locali di poter spendere in deroga ai vincoli di finanza pubblica. Ma non solo. Si tratta infatti di un settore su cui puntare per dare una spinta alla ripresa economica del Paese: importanti, in questo senso, sono le misure previste nel decreto del Fare: un investimento straordinario in edilizia scolastica finanziato dall’Inail fino a 100 milioni di euro l’anno dal 2014 al 2016.

Messa in sicurezza, quindi, ma anche costruzione di nuove scuole, utilizzando lo strumento dei fondi immobiliari, attraverso il quale il governo precedente ha stanziato 38 milioni di euro per la costruzione di nuovi
edifici. Oggi è possibile ed è nostro dovere morale agire in maniera più rapida: dando una spinta alla crescita investendo sull’edilizia, stoppando le lungaggini burocratiche e rendendo finalmente effettivi gli interventi.

Obiettivi, questi, che mi impegnerò a perseguire per fare del "modello Emilia Romagna" un esempio nazionale. E perché le scuole siano pilastri di sicurezza su cui edificare il futuro dell’Italia, non fragili castelli costruiti con la sabbia di mare.

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