Scuole all’Estero, sindacati al Maeci: verificare attuazione misure tutela lavoratori

Pubblichiamo la richiesta Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola, Sanls Confsal e Gilda Unams, avanzata al Maeci in merito alla verifica dell’attuazione delle misure a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici all’estero. 

La richiesta – La situazione pandemica, legata alla diffusione del Covid-19, non riscontra ad oggi in tutti i Paesi lo stesso stato d’allerta e le stesse politiche di prevenzione e tutela della salute collettiva.

Nonostante la progressiva diffusione del virus, non rileviamo la necessaria consapevolezza da parte delle istituzioni sanitarie di diversi paesi, in Europa e nel resto del Mondo, sulla gravità della situazione attuale, come dimostrano le tante segnalazioni che ci pervengono dalle sedi scolastiche estere, dalle scuole, dai corsi e dai lettorati, sulle difformi modalità di intervento, se non addirittura sull’assenza di provvedimenti e presidi sanitari, pur in presenza di casi di contagio.

I provvedimenti messi in campo da molti Paesi ignorano e/o sottovalutano lo stato di emergenza legato alla diffusione del contagio.

Di conseguenza, in molti casi le lavoratrici ed i lavoratori delle scuole, dei corsi e dei lettorati all’estero stanno segnalando in questi giorni alle sedi consolari ed ai dirigenti scolastici i rischi oggettivi a cui sono esposti, in particolare nelle attività di insegnamento dell’italiano nelle scuole locali, quando alla mobilità si aggiunge anche il contatto con un elevato numero di colleghi, di alunne e di alunni.

Pertanto siamo a chiedere a codesto Ministero, anche sulla base degli impegni assunti con le sottoscritte organizzazioni sindacali, di verificare urgentemente, con tutte le modalità previste, ed analiticamente presso tutte le sedi consolari dove sono presenti scuole, corsi e lettorati, la situazione lavorativa del personale impiegato all’estero, in modo da provvedere anche autonomamente alla concreta attuazione di tutte le misure di prevenzione atte a garantire la tutela alla salute delle lavoratrici e dei lavoratori attualmente impiegati all’estero, sopperendo all’assenza di protocolli e di misure di tutela che ad oggi non sono state ancora messe in campo dalle singole autorità locali.

Confermando la nostra piena disponibilità alla collaborazione con codesto Ministero, restiamo in attesa di riscontro.

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