Scuola, unico baluardo per una società migliore. Lettera

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Inviato da Cristina Sbarra- Nonostante tutto, quello che ci rimane è di sperare nella nostra scuola, buona o cattiva che sia.

Sì, da deprecata e vilipesa da tutti, la scuola rimane l’unico baluardo per una società migliore, domani. Non tutte le scuole sono uguali, lo sappiamo bene. Anche gli stessi tipi di istituti sono diversi in una stessa città, tra province o regioni, la cosa è ben nota senza dover dare per forza la colpa a questa o quella riforma ‘sbagliata’. Ma in tutte le scuole, proprio in tutte, c’è innato un germoglio di speranza, che va custodito, coltivato ed esaltato.

Le varie scuole sono fatte dai suoi ‘abitanti’, cioè dagli studenti, dagli insegnanti, e dal Preside, che è un dirigente un po’ particolare, in quanto, “primus inter pares”, concorre nel realizzare quel progetto educativo che si mette in atto a scuola: in modo attivo, Preside e insegnati, hanno il compito di innescare le opportune strategie di sviluppo del sapere e della cittadinanza. Un compito non da poco, ma di fondamentale importanza.

Perché sono loro, gli studenti di oggi, che saranno i cittadini di domani: se a scuola imparano il rispetto per le cose e soprattutto per le persone, lo stesso rispetto lo dimostreranno nella vita; se a scuola imparano che ci sono regole da dover seguire, le seguiranno anche come cittadini di uno Stato; se a scuola imparano ad instaurare un dialogo, senza usare la forza, ascoltando le ragioni altrui, lo faranno anche nella società; se a scuola imparano ad impegnarsi per ottenere qualcosa, si impegneranno anche nella vita; se gli studenti oggi rispettano l’insegnante, in quanto figura istituzionale che ha il compito di insegnare, rispetteranno tutte le figure istituzionali della società. Impareranno cioè a vivere con le regole della Democrazia, qualunque sia il loro paese d’origine.

Una democrazia che è sottoposta a vari attacchi, oggigiorno, sia dal basso che dall’alto, ma che può resistere. Perché proprio nella scuola ci sono sempre, seppur deboli, gli anticorpi contro ogni forma di anti-scienza, razzismo, oscurantismo, o totalitarismo che con le nuove tecnologie è capace di diffondersi all’istante, a macchia d’olio.

Questi anticorpi vanno fatti lavorare, affinché gli studenti, adulti di domani, possano sviluppare il pensiero critico, imparando non solo a convivere ma anche a collaborare con ogni forma di ‘diversità’.
Lo faranno, se tutta la comunità educante ci crederà.

“Chi fa la storia? La storia la facciamo noi!” Urlano gli insegnanti americani durante lo sciopero più grande mai fatto dalla scuola negli USA. Ed è proprio così: la scuola fa la storia.
Forza scuola!

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