Scuola svizzera chiusa ai disabili. Fedeli: stiamo valutando azione legale

di Giulia Boffa
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La ministra Vittoria Fedeli ha commentato a Repubblica il caso dell’istituto svizzero privato di via Appiani 21, a Milano, nel cui regolamento è stato inserito a maggio scorso un comma che fa intendere non gradita l’iscrizione di alunni disabili e con disturbi del comportamento per la difficoltà del percorso di studi.

“Stiamo facendo tutte le verifiche del caso e poi valuteremo se ci sono i margini per una azione legale nei confronti della Scuola Svizzera di Milano. Quando ho letto stamattina l’articolo ho pensato ‘non ci credo’: in Italia abbiamo una legge che, dal 1977, supera le classi differenziali, noi siamo per l’inclusione e l’inserimento. Questo vuol dire che i bambini, con le loro differenze, possono stare insieme nella stessa classe”, continua la ministra. La ministra pone l’accento sugli “strumenti, le condizioni, i sostegni e gli appoggi necessari a superare le differenze permettendo così ai ragazzi di fare il percorso scolastico che la scuola offre. Ovviamente, con i propri tempi e con degli strumenti specifici”.

La scuola giustifica la scelta dicendo che il loro è stato un modo per “avvertire i genitori della complessità della scuola, che è multilingue”. “Fanno vivere le differenze come un elemento discriminatorio”, dice invece la ministra.

Molte le reazioni contrarie da tutti gli schieramenti politici.

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