Scuola, studiosi: si va verso cultura dell’ignoranza, unico farmaco è l’istruzione

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Proposita  Ufficio stampa e comunicazione – In una società sempre più veloce, insegnamenti umanistici fondamentali per mantenere vivi anche quelli scientifici. Domani conclusione convegno Communis Hereditas per riconoscimento latino e greco patrimonio Unesco.

Quello che Mattarella ha espresso ad Amboise è un pensiero comune. La cultura è un ponte tra le civiltà ed è riflessione, ma sta scomparendo nella velocità. L’unico farmaco per rimediare è la scuola. Questo è quanto emerso oggi durante il secondo giorno di Communis Hereditas, la tre giorni che l’Accademia Vivarium novum di Frascati sta tenendo nella cornice di Villa Falconieri, in provincia di Roma. L’Accademia è luogo di studio delle discipline umanistiche che riunisce studenti di tutto il mondo e promotrice di un appello all’Unesco per il riconoscimento del greco e del latino come beni immateriali dell’umanità.

Al centro del dibattito il ruolo fondamentale della scuola nella conservazione della cultura, non solo quella classica.L’economia cresce solo se cresce anche la cultura. Se si decide di tagliare o eliminare i fondi per gli studi classici per passarli alle cosiddette materie scientifiche, si rischia poi di avere la fine anche di queste ultime, che si alimentano del pensiero” è il ragionamento di Gerardo Bianco, già ministro dell’Istruzione e direttore della Società Magna Grecia.

Un’affermazione importante nel giorno in cui l’Istat ha certificato che gli studenti sembrano avere un sapere troppo superficiale alla fine del loro percorso di studi.

La lentezza del pensiero sta scomparendo nella velocità, tutti hanno furia. Ci potrebbe essere una cultura non auspicabile, ‘la cultura dell’ignoranza’. Si nota nelle persone che decidono, che fanno i governi, che hanno una visione del mondo misurata all’oggi piuttosto che al domani” sottolinea Lamberto Maffei, ex presidente e ora vicepresidente dell’Accademia dei Lincei, docente presso la Scuola Normale di Pisa. “L’unico farmaco in grado di curare questo possibile degrado culturale sembra essere la scuola”, ha concluso Maffei. “La politica deve puntare soprattutto sulla formazione culturale e dunque sulla scuola e su quello che trasmette e prepara. Il latino e il greco non vanno sottovalutati, sono il lievito della cultura classica e vanno mantenuti vivi per alimentare la nostra cultura”, ha sottolineato Bianco.

Domani la giornata conclusiva del convegno internazionale, con ospiti tra gli altri il viceministro del Miur Lorenzo Fioramonti, Renato Parascandolo, già direttore di Rai Educational, Marinella Linardos, della Comunità ellenica di Roma, e Junyang Ng, della Wenli Academy cinese.

Riconoscere latino e greco come beni dell’umanità

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