Scuola senza zaino, boom in Italia: oltre 300 istituti hanno aderito. Banchi condivisi, libri e quaderni restano in classe

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La scuola senza zaino prende piede in Lombardia. L’innovativa metodologia didattica mette da parte lo zaino e introduce un approccio più laboratoriale e inclusivo. Il metodo è stato introdotto per la prima volta nel 2013 e oggi è una realtà in oltre 300 istituti in Italia, di cui 41 si trovano in Lombardia e 11 nel Milanese. L’approccio si estende principalmente alle scuole elementari, ma ci sono anche esperienze simili nelle scuole medie.

Su La Repubblica, approfondimento sul tema. La scuola senza zaino si basa su tre pilastri fondamentali: ospitalità, responsabilità e comunità. Questo approccio pedagogico si ispira a diverse teorie, da Montessori a Pestalozzi a Dewey, e ha come obiettivo principale rendere la scuola un luogo accogliente, in cui le relazioni tra studenti, insegnanti, famiglie e territorio svolgono un ruolo centrale.

L’aspetto più evidente di questo modello è l’eliminazione dello zaino. Gli studenti portano solo una piccola borsina contenente un diario e una merenda, mentre tutto il materiale didattico, come quaderni, penne, matite e colori, rimane a scuola negli scaffali o negli armadietti. Questa scelta ha un significato profondo: lo zaino rappresenta la precarietà, mentre la scuola desidera essere accogliente e aperta.

Nella scuola senza zaino, l’approccio alla didattica è altamente laboratoriale. I libri vengono utilizzati raramente, e il materiale didattico viene realizzato dagli insegnanti e dagli studenti stessi. Gli insegnanti agiscono come maestri artigiani, mostrando agli studenti come fare, e questi imparano attraverso l’imitazione. La scuola si basa su procedure e routine ben definite, che sono chiaramente comunicate attraverso pannelli presenti in classe.

Un aspetto importante di questo modello è la valutazione “mite”, in cui gli errori vengono concepiti come opportunità di apprendimento. Gli insegnanti cercano di individuare gli strumenti che stimolano l’intelligenza e le attitudini di ogni studente, eliminando le criticità che potrebbero scoraggiarli.

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