Scuola senza voti, il filosofo Ercolani: “Un’idea scellerata. Ennesimo istupidimento di massa”

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La sperimentazione del liceo Morgagni di Roma che non utilizza voti per la valutazione degli studenti, ha senza dubbio riaperto un dibattito accesso. Interviene anche il filosofo Paolo Ercolani, che insegna all’Università di Urbino.

Secondo il filosofo, che ha scritto un post sul blog de Il Tatto Quotidiano, “si vuole portare a compimento l’ormai decennale operazione di istupidimento di un’intera popolazione, nonché di allevamento di docili robot“.

Questa degradazione graduale ma costante dell’istruzione pubblica ha prodotto effetti che sono sotto gli occhi di tutti: classi dirigenti e politiche spesso imbarazzanti, ceto intellettuale pressoché assente dal dibattito pubblico se non sotto forma di finti battibecchi o polemiche costruite ad arte a beneficio dello spettacolo; artisti e scrittori che producono perlopiù immondizia e che vengono beneficiati da spazi autorevoli sulla base della loro capacità di apparire o di saper fare comunicazione“, scrive Ercolani.

Insomma – aggiunge – : un disastro socioculturale, a cui aggiungere la lobotomizzazione di massa inferta a giovani e giovanissimi, che alla maniera di docili robot ripetono tutti le stesse identiche azioni, affamati di selfie, di like e di uno stare costantemente in mostra nella vetrina online, mentre si frantumano i vetri della vita reale“.

E ora questa proposta scellerata di una scuola senza voti, prosegue -. Apparentemente rivolta alla salute dei ragazzi, si rivela come il colpo di grazia alla formazione delle nuove generazioni. Con quasi il 100% di diplomi e lauree concessi agli studenti, infatti, il sistema della votazione è rimasto l’unico a segnalare chi merita ed emerge dalla massa”.

Conservatori e reazionari di fine Ottocento accusavano la Scuola di uccidere genio e talento. Oggi si mira direttamente a non produrli, a mortificare ogni possibilità di scelta da parte dei ragazzi di voler distinguersi dal gregge lobotomizzato. Tanto i figli dei ricchi possono andare nelle prestigiose scuole e università all’estero…“, conclude il filosofo.

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