Scuola senza voti, esperienza positiva per gli studenti? Anna Oxa: “Il voto non esiste, i miei figli alla scuola steineriana”

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Il voto non esiste, parola di Anna Oxa che parla della recente esperienza di Sanremo a Belve su Rai2. La cantante spiega di aver mandato i propri figli “in una scuola steineriana dove non esistono i voti”. “Il vero voto – dice – è quello che hai trasferito, che non è un numero ma potrebbe essere qualcos’altro”. E poi aggiunge: ” Se avessi paura, crederei nelle valutazioni. Non considero ciò che non è serio”.

Cos’è la pedagogia Steiner-Waldorf? La pedagogia Steiner-Waldorf – spiega la Federazione delle scuole Steiner-Waldorf – tiene in alta considerazione le tappe dello sviluppo fisico-emotivo dell’alunno e programma le attività didattiche in relazione alla maturità specifica di ogni classe. Materie quali la storia e la geografia, ad esempio, vengono realmente comprese solo quando il bambino ha una piena percezione spazio-temporale.

Non si fa una semplice valutazione di merito o di rendimento, ma si cerca di inserire questi aspetti come sfondo di una considerazione generale dello sviluppo dell’allievo. La valutazione diventa quindi uno strumento che serve a monitorare i progressi del singolo alunno rispetto a se stesso, e non deriva dal confronto con gli altri alunni della stessa classe.

Nei primi anni di scuola – si legge ancora -, al bambino viene consegnata una breve storia o una poesia che rispecchi metaforicamente il suo carattere, i suoi talenti, le sue qualità e fornisca piccoli suggerimenti che in prospettiva lo aiutino a progredire.

Il dibattito sulla scuola senza voti

Le dichiarazioni della cantante si inseriscono nel lungo dibattito sulla scuola con o senza voti, che vede pareri discordanti fra quanti ritengono che i voti servano e altri che li ritengono inutili o, peggio, dannosi per gli studenti.

Ci siamo occupati di recente dell’esperienza positiva senza voti del Liceo scientifico Morgagni di Roma. Il risultato è che gli studenti sono meno stressati e non studiano per il voto. Le autovalutazioni li rendono, anzi, più responsabili.

Un’idea scellerata quella della scuola senza voti per il filosofo Ercolani, “si rivela come il colpo di grazia alla formazione delle nuove generazioni. Con quasi il 100% di diplomi e lauree concessi agli studenti, infatti, il sistema della votazione è rimasto l’unico a segnalare chi merita ed emerge dalla massa”.

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