Scuola senza voti e pagelle: è realtà in 30 istituti, ma è polemica: “Un percorso facilitato non fa il bene dei ragazzi”

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La novità fa discutere: l’eliminazione del voto numerico e delle pagelle di metà anno. Le due iniziative, promosse dagli studenti in cerca di un ambiente di apprendimento meno competitivo, mirano a mitigare il malessere psicologico spesso presente nelle classi.

La rivoluzione è iniziata nel liceo scientifico Bottoni di Milano, ispirato da una sperimentazione guidata dal docente Ludovico Arte del liceo Marco Polo di Firenze. La preside Giovanna Mezzatesta ha raccolto il consenso dei docenti, conciliando le esigenze degli studenti con l’obiettivo di mantenere un impegno costante nello studio durante l’anno scolastico. Sebbene alcuni studenti temano possibili insidie in queste novità, la preside assicura che non ci sono tranelli.

Il liceo scientifico Tosi di Busto Arsizio è all’avanguardia, conducendo entrambe le sperimentazioni per il quarto anno consecutivo. Qui, la preside Amanda Ferrario spiega che l’approccio basato sulle competenze e sul problem solving ha contribuito a ridurre l’ansia da prestazione, con una valutazione continua che ha portato a un calo del tasso di debiti e bocciature.

Un totale di 74 docenti provenienti da 30 scuole di diverse regioni hanno chiesto supporto all’università di Milano-Bicocca per guidare questa rivoluzione educativa. Elisabetta Nigris sottolinea come, soprattutto nelle scuole secondarie di primo grado, sia cresciuta la consapevolezza che il voto numerico non basta a valutare il processo di apprendimento.

In altri istituti, la discussione sul tema è vivace e probabilmente terrà banco nei prossimi mesi.

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