Scuola senza pagelle, Galiano: “Ma come mai quando si parla di togliere i voti la gente si scalda tanto?”

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Il dibattito sulla possibile eliminazione dei voti a scuola continua a far discutere il mondo dell’educazione. Enrico Galiano, docente e scrittore, ha portato una ventata di sarcasmo e critica su tale argomento attraverso un pezzo su Il Libraio.

Galiano sottolinea l’emotività che emerge ogni volta che si parla di abbandonare il voto numerico, e come molti difendano il sistema attuale con l’argomento che “si è sempre fatto così”.

In una chiara spiegazione, Galiano ricorda che la pedagogia è una scienza che richiede studio e aggiornamento continuo per poterla discutere con una certa autorità. Critica la superficialità con cui molti approcciano il dibattito, basandosi unicamente sulla loro esperienza personale. L’argomento ricorrente che “si è sempre fatto così” viene messo in discussione dal docente, evidenziando come tale mentalità non favorisca il progresso.

Utilizzando la metafora della sterilizzazione degli strumenti in sala operatoria, Galiano evidenzia come il voto numerico possa essere paragonato a uno strumento non sterilizzato, con un’alta probabilità di non essere completamente oggettivo. Sottolinea l’importanza di non rischiare quando c’è in gioco l’istruzione dei giovani.

Galiano, poi, porta l’attenzione sul fatto che chi sostiene l’idea di sostituire il voto con altre forme di valutazione non è necessariamente un “pazzo scriteriato” o un insegnante troppo indulgente. Potrebbe semplicemente essere una persona aggiornata sulle più recenti ricerche pedagogiche. L’abolizione del voto numerico, come sottolineato da Galiano, non significa eliminare la valutazione, ma praticarla in un modo più efficace e incisivo.

La riflessione si conclude con una nota sul benessere scolastico, un aspetto che fa “storcere il naso” a molti. Galiano invita a riflettere sulla possibilità che il successo personale possa essere avvenuto nonostante i voti e le sofferenze scolastiche, e non grazie ad essi. Propone quindi di aprire il dibattito a chi ha una conoscenza approfondita della materia, per lavorare verso un sistema educativo che promuova tanto l’apprendimento quanto il benessere degli studenti.

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