Scuola: se la legge fosse stata correttamente interpretata. Lettera

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Inviato da Enrico Maranzana – La lettura superficiale della legge è all’origine delle difficoltà che affliggono la scuola: si consideri l’obsoleta struttura decisionale gerarchica, tuttora imperante, che le disposizioni sull’organizzazione scolastica del 1974 intendevano aggiornare.  

Erano finalizzate all’adeguamento dei flussi decisionali, ridisegnati in conformità agli avanzamenti della scienza dell’amministrazione [si veda in rete: “Quale formazione per il dirigente scolastico?”].

La norma, tuttora vigente, che specifica la funzione primaria del Consiglio di Classe, sia d’esempio: “Le competenze relative alla realizzazione del coordinamento didattico e dei rapporti interdisciplinari spettano al consiglio di intersezione, di interclasse e di classe con la sola presenza dei docenti”.

La ricerca del significato di “Rapporti interdisciplinari” implica quello di disciplina.

Le pietre, i leoni, le case, le stelle, il mare … sono le “COSE DEL MONDO”.

Se le si osserva, assumendo un preciso punto di vista e se ne selezionano gli aspetti che si ritengono attinenti al problema affrontato, se ne costruisce un modello, un “OGGETTO” DISCIPLINARE [Kuln].

Le rappresentazioni di una mucca, operate da un agricoltore, da un veterinario, da un cuoco, da un etologo .. non sono sovrapponibili perché sono delle semplificazioni della realtà: sono realizzate con criteri contrastanti, relativi a scopi diversi.

Le COSE DEL MONDO sono trasformate in OGGETTI DISCIPLINARI. Su questi inizierà la spirale delle differenti crescite concettuali: saranno proiettati nuovi, specifici problemi, da risolvere con metodi appropriati, per produrre nuovi 0GGETTI DISCIPLINARI, su cui si proietteranno nuovi problemi …

Ne discende la struttura dinamica di una disciplina e la sua composizione a tre componenti: i problemi, i metodi, gli argomenti.

Si considerino ora i rapporti interdisciplinari, vale a dire le relazioni che possono sussistere tra i diversi campi della conoscenza.

Saranno distinti in diretti e indiretti.

I rapporti interdisciplinari indiretti si costituiscono quando si affronta un problema complesso, da scomporre, procedendo per approssimazioni successive. Ogni sottoproblema, se non ulteriormente scomponibile, sarà risolto con l’utilizzo delle conoscenze di una disciplina.

I rapporti interdisciplinari indiretti possono guidare i lavori del Consiglio di classe solo a conoscenze acquisite.

I rapporti interdisciplinari diretti si sviluppano utilizzando i metodi della ricerca, tra loro omogenei. Si tratta di una pratica che il ministero ha più volte sollecitato. Il profilo culturale dei licei, ad esempio, indica “tra i punti fondamentali e imprescindibili … la pratica dei metodi d’indagine propri dei diversi ambiti disciplinari”. Anche le ordinanze ministeriali degli ultimi anni indirizzano le commissioni degli esami di Stato a soppesare le competenze metodologiche degli studenti.

E’ importante rimarcare che i metodi di ricerca di tutte le discipline hanno significative sovrapposizioni: sono da orientare alla promozione delle capacità degli studenti; un traguardo unificante.

Si può pertanto affermare che il mandato conferito al Consiglio di Classe, per “la realizzazione del coordinamento didattico”, riguarda i vincoli cui deve sottostare la progettazione dei singoli docenti. Le proposte di lavoro, da loro elaborate, devono focalizzare i problemi disciplinari: gli studenti, per venirne a capo, devono far ricerca, applicando adeguate metodologie.

Per approfondire si veda in rete: “Laboratorio di matematica Maranzana”.

La questione posta inizialmente, relativa alla rimodellazione della struttura organizzativa delle scuole, può essere ripresa: la cultura sistemica è il suo fondamento.

Unico è lo scopo dell’istituzione: la formazione dei giovani. Ne consegue il superamento della visione parcellizzata del servizio scolastico, attualmente frazionato negli insegnamenti. L’unità operativa elementare è il Consiglio di Classe che, “coordinando”, porta a unità e orienta il servizio scolastico.

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