Scuola schiacciata dalla normativa e dalla carta

di redazione
ipsef

red – Basta il dato della produzione di note, circolari, decreti, leggi, direttive per comprendere come la scuola galleggi su un oceano di carta e di "clausole".

red – Basta il dato della produzione di note, circolari, decreti, leggi, direttive per comprendere come la scuola galleggi su un oceano di carta e di "clausole".

Lo studio è stato fatto dalla UIL scuola che ha contato nel 2010 una produzione amministrativa del ministero dell’istruzione tra note, circolari, decreti, direttive di 512 provvedimenti l’anno.

Nel 2011 era di 486, nel 2012 da gennaio ad agosto sono stati emanati 261 provvedimenti, quasi due al giorno a cui vanno ad aggiungersi quelli regionali, provinciali, comunali: inviati è vero per via telematica, ma stampati e protocollati giornalmente nelle scuole, con un carico di lavoro e rigidità tutte italiane.

Occorre, poi, aggiungere il peso e il costo di una amministrazione che non si fida di se stessa.
Molti provvedimenti, che hanno ricaduta sul personale e sul funzionamento della scuola, richiedono controlli di un ministero su un altro che si concretizzano, anziché in un lavoro in team in un lungo epistolario. Ovviamente a questo si aggiungono i controlli da parte della Corte dei Conti e del Consiglio di stato.

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