La scuola riprende ad invecchiare: il 57% dei docenti di ruolo ha più di 50 anni

di Giulia Boffa
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Giulia Boffa – Dal prossimo anno scolastico risalirà il numero dei docenti ultracinquantenni di ruolo nella scuole italiane: saranno il 57%.

I docenti con meno di 30 anni continueranno a diminuire.

I docenti più giovani sono quelli di sostegno, che sono più di 60.000.

Giulia Boffa – Dal prossimo anno scolastico risalirà il numero dei docenti ultracinquantenni di ruolo nella scuole italiane: saranno il 57%.

I docenti con meno di 30 anni continueranno a diminuire.

I docenti più giovani sono quelli di sostegno, che sono più di 60.000.

A riportare a rialzo l’età media, scrive Italia Oggi, dopo un periodo stabile di due anni, sono l’innalzamento dell’età anagrafica e degli anni di contribuzione imposti dalla riforma Fornero, che portano a 66 anni e tre mesi la pensione di vecchiaia di uomini e donne, a 42 anni e cinque mesi  la pensione anticipata degli uomini e a 41 e 5 mesi quella delle donne.

La riforma ha avuto come conseguenza una drastica diminuzione dei pensionamenti (31.319 nel 2011, 19.827 nel 2012 e 11.000 nel 2013), dovuta anche alla riduzione graduale del potere di acquisto delle pensioni, che convince i docenti con i requisiti per l’accesso alla domanda a stare in servizio più a lungo.

Revocata per motivi finanziari anche la possibilità di accedere alla pensione anticipata a quanti avevano i requisiti entro il 31 agosto 2012, possibilità prevista dal governo in una bozza di decreto legge.

L’età media degli oltre centomila precari, che lavorano con contratti regolari nella scuola, resta stabile, tra i 37 e i 45 anni d’età.

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