La scuola riparte …. dai tagli!

di Lalla
ipsef

Il direttivo Conitp – Cambiano i Ministri, cambiano le intenzioni nelle interviste rilasciate di tanto in tanto, ma nei fatti non cambia nulla.

Il direttivo Conitp – Cambiano i Ministri, cambiano le intenzioni nelle interviste rilasciate di tanto in tanto, ma nei fatti non cambia nulla.

Si sono avvicendati ormai due Ministri dell’Istruzione dopo la (tristemente) famosa Ministra Gelmini, ma la musica, a quanto pare, rimane la stessa: tagli, tagli. tagli.

Verrebbe da chiedersi cosa altro ci sia ormai da tagliare alla scuola, ma, a quanto pare, anche il Ministro Carrozza individua sprechi da eliminare, spesso ancora a carico degli Istituti Tecnici e Professionali, in un paese come l’Italia, ricca di risorse preziose, come il settore manifatturiero ed enogastronomico. Il “Made in Italy” rischia di scomparire.

Eppure l’Italia, con le sue isole, con la sua storia , le sue bellezze archeologiche, i tantissimi km. di mare e le sue tradizioni rappresenta un punto di forza da cui partire per le prospettive di rinascita del Paese. Quindi, se si vogliono raggiungere degli obiettivi soddisfacenti, occorre investire sul personale specializzato e sulle professionalità.

Le potenzialità dell’Italia sono evidenti, essendo una terra di millenaria tradizione storica e ponte naturale tra l’Europa e l’Africa, tra Nord e Sud, tra Oriente ed Occidente, anche grazie alla sua straordinaria concentrazione di beni culturali ed ambientali da valorizzare anche per un modello di sviluppo innovativo e “ecosostenibile”.

Però si taglia.

Si tagliano le ore alle materie di indirizzo, le ore di laboratorio negli Istituti Tecnici e Professionali, quelle preziosissime ore che servono agli alunni per apprendere le basi di un mestiere. In un paese in cui l’artigianato e l’enogastronomia sono sempre stati famosi in tutto il mondo.

Proprio per questo si evidenzia la necessità di professionisti veramente capaci e preparati, soprattutto per quanto riguarda la capacità organizzativa.

Il bilancio è triste, dopo quattro anni dalla “Riforma Epocale”, che di epocale ha solo i tagli al personale e l’impoverimento dell’ offerta formativa delle scuole.

Tra poco più di un anno i primi diplomati del nuovo corso di studi saranno davvero pronti per il mondo del lavoro? Dopo aver visto i laboratori didattici poco o niente, in classi di oltre 30 alunni, con pochissimo materiale a disposizione?

Sinceramente ci saremmo aspettati un bilancio diverso da parte del Ministro Carrozza, un “mea culpa”che riconoscesse il disastro generale perpetrato ai danni dell’Istruzione Tecnica e Professionale degli ultimi anni, e una “corsa ai ripari” che prevedesse l’aumento delle ore di laboratorio e delle materie di indirizzo per degli Istituti da considerarsi i pilastri dell’Istruzione in un paese come l’Italia, e non la naturale destinazione di giovani demotivati che non vogliono studiare.

Ma tant’è.

Il Decreto Scuola denominato “la Scuola Riparte” si sperava che ripartisse dalla restituzione agli Istituti Tecnici e Professionali della dignità e del posto che meritano nel panorama dell’offerta formativa delle scuole superiori italiane, ma, a quanto pare, “la scuola riparte”dai tagli…

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