Scuola: rilancio possibile con insegnanti selezionati, formati e pagati adeguatamente

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In occasione della giornata sulla scuola del Pd, a cui hanno presenziato sia il premier Matteo Renzi che il ministro Stefania Giannini, si è discusso ampiamente su come rilanciare la scuola italiana.

In occasione della giornata sulla scuola del Pd, a cui hanno presenziato sia il premier Matteo Renzi che il ministro Stefania Giannini, si è discusso ampiamente su come rilanciare la scuola italiana.

Le attese erano molto soprattutto in vista delle 148mila assunzioni di insegnanti precari e riguardo alla valorizzazione del merito dei docenti.

Non molto è emerso dalla giornata, soprattutto riguardo al possibile svuotamento delle graduatorie ad esaurimento che potrebbe far correre il rischio di assumere docenti che non potrebbero soddisfare i bisogni della scuola.

A sorpresa Renzi ha minimizzato i ritardi nell’apprendimento degli studenti italiani confrontati con i coetanei europei sostenendo che la nostra scuola funziona e funziona bene, a dimostrazione delle sue parole ha portato l’esempio degli eccellenti risultati ottenuti dagli studenti italiani all’estero.




Renzi ha toccato, poi, quello che probabilmente è uno dei tasti più dolenti del corpo insegnante: i docenti oggi non godono più del rispetto che li circondava in passato. Se da un lato le famiglie sono insoddisfatte sempre di più di come la scuola forma i giovani accusando la scuola di usare una didattica superata che porta ad un insegnamento approssimativo e poco approfondito di materie fondamentali come inglese, scienze, matematica, dall’altro c’è da sottolineare che l’insoddisfazione delle famiglie molto spesso si trasforma in una difesa ad oltranza dei propri figli a discapito della figura dell’insegnante che viene, in questo modo svestita di tutto il suo ruolo.

Non tutto è colpa delle famiglie, le colpe, in parte, sono anche dei docenti che, forse poco motivati, si sono adagiati al tran tran quotidiano fatto di bassa retribuzione, mancanza di formazione e aggiornamento e dal rifiuto della valutazione del loro operato.

Quello di cui si deve tenere conto è che, aumentando il livello culturale del Paese, e non essendo più gli insegnanti gli unici depositari del sapere, il loro prestigio sociale è andato calando poiché le aspettative nei loro confronti sono cresciute.

Il dialogo tra scuola e famiglia va ripreso e riallacciato e l’unico modo per farlo, fa notare il direttore della Fondazione Agnelli, è quello di alzare il livello degli insegnanti reclutandoli tra i migliori laureati del Paese, selezionandoli con cura,  provvedendo in maniera ottimale alla loro formazione e pagandoli in maniera adeguata in questo modo sarà possibile assicurare ai nostri giovani i migliori insegnanti possibili. L’unico modo di rilanciare la scuola, insomma, sarebbe quello di poter far conto su un corpo docente di eccellenza.

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