La scuola riduce gli spazi del gioco rendendo studenti ansiosi e depressi

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Peter Gray è uno psicologo ricercatore dell'università di Boston, autore di Free to Learn (2013) and Psychology (2011).

Peter Gray è uno psicologo ricercatore dell'università di Boston, autore di Free to Learn (2013) and Psychology (2011).

Ha focalizzato i suoi studi sul gioco libero dei bambini, sostenendo che ridurre il gioco ai piccoli significa renderli adulti ansiosi e depressi.

Secondo Gray, nel corso degli ultimi 60 anni c'è stata una progressiva riduzione della possibilità di gioco libero tra bambini, dovuto soprattutto al maggior tempo a scuola e per i compiti a casa e alla sempre crescente paura  dei genitori a far giocare i bambini tra loro, lontano da casa, senza sorveglianza.

L'effetto prolungato della mancanza di gioco libero e il persistere di questo declino fa aumentare nei ragazzi l'ansietà e la depressione: oggi è presente nei giovani 8 volte in più che negli '50, mentre la percentuale dei suicidi tra i ragazzi dai 15 ai 24 anni è più che raddoppiata, mentre quella sotto i 15 anni è quadruplicata.

La perdita di opportunità del gioco libero ha determinato anche una perdita delle capacità empatiche ed un aumento del narcisismo. L'empatia si riferisce all'abilità e alla tendenza a immedesimarsi nel punto di vista dell'altro e a fare esperienza delle sue stesse esperienze, provando ciò che lui prova. Il narcisismo si riferisce invece ad un aumento esagerato dell'autostima, accompagnato da un'assoluta mancanza di preoccupazione verso l'altro ed a collegarsi emotivamente con lui. I bambini, sostiene Gray, non possono imparare queste capacità e valori a scuola, perché la scuola mette in concorrenza i piccoli ed usa un'educazione autoritaria e non democratica; non privilegia la cooperazione, ma la competizione e i bambini non sono liberi di uscire dall'aula se ad esempio gli altri mancano di rispettare i loro bisogni e necessità.

Gray quindi chiede di rispettare di più la necessità dei bambini di giocare liberamente, senza regole precostituite, come ad esempio nei giochi sportivi, ma scoprendo da soli come regolarsi, giocando tra loro, imparando a rispettarsi ed ad assumere il controllo, cosa che servirà moltissimo da adulti:è fondamentale imparare a cavarsela da soli nelle più disparate situazioni, considerando il gioco libero come un allenamento per la vita, in cui occorre prendere delle decisioni autonome, senza l'interferenza di altri. Più campi da gioco con attività anche "rischiose" e meno ore a scuola e fermi a fare i compiti, questo è il suo monito.

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